ISTITUZIONI. MARCOLIN (CRPO): NO A COMUNICAZIONE SESSISTA E OFFENSIVA


ISTITUZIONI. MARCOLIN (CRPO): NO A COMUNICAZIONE SESSISTA E OFFENSIVA

08.01.2026
17:53
(ACON) Trieste, 8 gen - "Il linguaggio non è mai neutro. Le parole costruiscono realtà, orientano il dibattito pubblico e contribuiscono a definire i confini del rispetto e della dignità delle persone. Per questo motivo la Commissione Pari Opportunità del Fvg ritiene necessario intervenire sul tema della comunicazione, a volte irrispettosa, utilizzata sempre più frequentemente da alcuni amministratori pubblici nei confronti delle persone, delle donne in particolare".

Così, in una nota, la presidente della Crpo Fvg, Dusy Marcolin che prosegue: "Assistiamo a dichiarazioni, post sui social network, interventi pubblici e prese di posizione istituzionali che ricorrono a stereotipi di genere, allusioni sessiste, delegittimazioni personali o linguaggi offensivi. Si tratta di comportamenti che non possono essere liquidati come 'toni accesi' o 'opinioni personali': quando a parlare sono rappresentanti delle istituzioni, ogni parola assume un peso pubblico e una responsabilità collettiva. E purtroppo, di conseguenza, distolgono l'attenzione da altri problemi".

"La comunicazione sessista - evidenzia Marcolin - non è un problema marginale né una questione di sensibilità individuale. È una forma di discriminazione che contribuisce a rafforzare una cultura in cui le donne vengono giudicate per il loro aspetto, il loro ruolo familiare, la loro emotività o la loro presunta inadeguatezza, anziché per le competenze, il merito, le idee, l'impegno e il contributo professionale. Questo tipo di narrazione mina la credibilità delle donne nello spazio pubblico e politico e alimenta un clima che normalizza la disparità e la violenza verbale. L'uso di un linguaggio offensivo o discriminatorio contraddice questi principi e indebolisce inevitabilmente, anche senza rendersene conto, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni".

"La Crpo Fvg - aggiunge Marcolin - ribadisce che la libertà di espressione non può mai giustificare la violazione della dignità delle persone. La comunicazione pubblica deve essere ferma nei contenuti, ma corretta nei modi, soprattutto in un contesto sociale già segnato da disuguaglianze profonde. E questo vale evidentemente per tutte le situazioni a cui abbiamo assistito e continuiamo ad assistere".

Per la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità è dunque "indispensabile avviare un percorso di responsabilizzazione e formazione sul linguaggio istituzionale, rivolto a chi ricopre ruoli di governo e rappresentanza. Utilizzare una comunicazione rispettosa significa prevenire discriminazioni, promuovere una cultura democratica matura e offrire alle nuove generazioni modelli positivi di confronto civile".

"Come Commissione continueremo a monitorare, segnalare e a favorire la cultura del rispetto sempre con lo stesso slogan: da chiunque provenga, a chiunque sia diretto diciamo basta a comportamenti e linguaggio irrispettosi. Difendere il rispetto delle donne nello spazio pubblico non è una battaglia di parte, ma un impegno a tutela della qualità della nostra democrazia. Chiediamo - conclude Marcolini - un impegno formale a tutte le forze politiche affinché la comunicazione pubblica torni a essere uno strumento di rispetto, educazione e progresso civile". ACON/COM/sm



  • La presidente della Crpo Fvg, Dusy Marcolin
    La presidente della Crpo Fvg, Dusy Marcolin