ISTITUZIONI. MARCOLIN (CRPO): NO A COMUNICAZIONE SESSISTA E OFFENSIVA
(ACON) Trieste, 8 gen - "Il linguaggio non è mai neutro. Le
parole costruiscono realtà, orientano il dibattito pubblico e
contribuiscono a definire i confini del rispetto e della dignità
delle persone. Per questo motivo la Commissione Pari Opportunità
del Fvg ritiene necessario intervenire sul tema della
comunicazione, a volte irrispettosa, utilizzata sempre più
frequentemente da alcuni amministratori pubblici nei confronti
delle persone, delle donne in particolare".
Così, in una nota, la presidente della Crpo Fvg, Dusy Marcolin
che prosegue: "Assistiamo a dichiarazioni, post sui social
network, interventi pubblici e prese di posizione istituzionali
che ricorrono a stereotipi di genere, allusioni sessiste,
delegittimazioni personali o linguaggi offensivi. Si tratta di
comportamenti che non possono essere liquidati come 'toni accesi'
o 'opinioni personali': quando a parlare sono rappresentanti
delle istituzioni, ogni parola assume un peso pubblico e una
responsabilità collettiva. E purtroppo, di conseguenza,
distolgono l'attenzione da altri problemi".
"La comunicazione sessista - evidenzia Marcolin - non è un
problema marginale né una questione di sensibilità individuale. È
una forma di discriminazione che contribuisce a rafforzare una
cultura in cui le donne vengono giudicate per il loro aspetto, il
loro ruolo familiare, la loro emotività o la loro presunta
inadeguatezza, anziché per le competenze, il merito, le idee,
l'impegno e il contributo professionale. Questo tipo di
narrazione mina la credibilità delle donne nello spazio pubblico
e politico e alimenta un clima che normalizza la disparità e la
violenza verbale. L'uso di un linguaggio offensivo o
discriminatorio contraddice questi principi e indebolisce
inevitabilmente, anche senza rendersene conto, la fiducia dei
cittadini nelle istituzioni".
"La Crpo Fvg - aggiunge Marcolin - ribadisce che la libertà di
espressione non può mai giustificare la violazione della dignità
delle persone. La comunicazione pubblica deve essere ferma nei
contenuti, ma corretta nei modi, soprattutto in un contesto
sociale già segnato da disuguaglianze profonde. E questo vale
evidentemente per tutte le situazioni a cui abbiamo assistito e
continuiamo ad assistere".
Per la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità è
dunque "indispensabile avviare un percorso di
responsabilizzazione e formazione sul linguaggio istituzionale,
rivolto a chi ricopre ruoli di governo e rappresentanza.
Utilizzare una comunicazione rispettosa significa prevenire
discriminazioni, promuovere una cultura democratica matura e
offrire alle nuove generazioni modelli positivi di confronto
civile".
"Come Commissione continueremo a monitorare, segnalare e a
favorire la cultura del rispetto sempre con lo stesso slogan: da
chiunque provenga, a chiunque sia diretto diciamo basta a
comportamenti e linguaggio irrispettosi. Difendere il rispetto
delle donne nello spazio pubblico non è una battaglia di parte,
ma un impegno a tutela della qualità della nostra democrazia.
Chiediamo - conclude Marcolini - un impegno formale a tutte le
forze politiche affinché la comunicazione pubblica torni a essere
uno strumento di rispetto, educazione e progresso civile".
ACON/COM/sm