AGRICOLTURA. BUDAI (LEGA): RESTA LA PREOCCUPAZIONE SUI TAGLI ALLA PAC
(ACON) Trieste, 9 gen - "La revisione della proposta iniziale
della Commissione europea sulla riforma della Politica agricola
comune (Pac) non ci tranquillizza. Per quanto apprezziamo
l'impegno del Governo e dei nostri europarlamentari di porre
rimedio a questa situazione incresciosa, gli elementi critici
permangono. Seguiamo questa vicenda con grande preoccupazione".
Lo ribadisce a gran voce in una nota Alberto Budai, consigliere
regionale della Lega.
"Ci fa piacere ci sia una riduzione dei tagli - prosegue Budai -,
tuttavia questo non basta per ritenerci soddisfatti o alleviati.
L'agricoltura italiana vedrà comunque una imponente riduzione
delle risorse. Solo per il Friuli Venezia Giulia, è previsto un
taglio di decine e decine di milioni per il settennio 2028-2034.
Questo significa che comunque molte aziende friulane del settore
rischiano di chiudere definitivamente qualora certi tagli
venissero confermati, ridotti parzialmente o posticipati".
"Non solo - aggiunge l'esponente di Centrodestra -, questa
riduzione dei tagli non può essere merce di scambio per
l'approvazione degli accordi Mercosur con i prodotti provenienti
dall'America latina: questi accordi, se approvati, sarebbero la
pietra tombale per i nostri produttori. Non cadiamo nella
trappola di barattare o accettare questa riduzione dei tagli con
un sì al Mercosur. Ben venga un accordo, ma a patto che i
prodotti che entrano in Italia rispettino i nostri rigidi
protocolli disciplinari. Non possiamo soffocare le nostre aziende
con il rispetto di norme severe e poi far entrare prodotti che
non si uniformano alle nostre regole. Questi accordi possono
andare bene per il settore secondario, ma non per i prodotti che
possono avere una ricaduta anche sulla nostra alimentazione e
quindi sulla nostra salute".
"Il nostro Made in Italy, la nostra cucina patrimonio
dell'umanità rischiano di essere solo una somma di ricette, di
prodotti alimentari i cui ingredienti non provengono dalle
campagne italiane o friulane, ma da angoli lontani dalle nostre
realtà economiche rurali. Le politiche scellerate che ci vuole
imporre l'Unione europea - conclude Budai - rischiano di mettere
in ginocchio il settore primario. Dobbiamo tutelare l'alta
qualità dei nostri prodotti. Non possiamo permetterci di
distruggere la nostra agricoltura e, di conseguenza, di
impoverire il nostro tessuto sociale".
ACON/COM/rcm