IRAN. BERNARDIS (FP): MOZIONE IN CR, NO A SILENZIO SU GIOVANI E DONNE
(ACON) Trieste, 13 gen - "Ho depositato una mozione affinché il
Consiglio regionale prenda una posizione netta, perché di fronte
alla brutale repressione in atto in Iran il silenzio rischierebbe
di divenire complicità. Con questo atto formale intendo far
sentire forte la voce del Friuli Venezia Giulia e la vicinanza
senza ambiguità a chi sta pagando con la vita la semplice
richiesta di libertà. È un imperativo morale condannare
fermamente le esecuzioni capitali e le violenze sistematiche
perpetrate dal regime islamico contro manifestanti pacifici,
donne e giovani colpevoli soltanto di voler vivere in una società
che riconosca i diritti civili più elementari".
Lo annuncia, in una nota, il consigliere regionale Diego
Bernardis (Fedriga presidente), illustrando i contenuti della
mozione "Solidarietà alle donne e agli uomini iraniani in lotta
per la libertà, la democrazia e i diritti civili e condanna della
violenta repressione delle manifestazioni di dissenso".
"La nostra regione, che per storia e vocazione geografica è un
ponte tra culture e un simbolo di convivenza - evidenzia
l'esponente regionale -, ha la sensibilità necessaria per
comprendere la gravità di quanto sta accadendo. Non si tratta di
una questione di politica estera fine a se stessa, né di
ingerenza, ma della difesa di quei valori universali di dignità
umana che sono il fondamento della nostra stessa democrazia e
dell'Europa". Le piazze iraniane - prosegue Bernardis -, animate
dal coraggio straordinario delle donne che sfidano un sistema
coercitivo, ci interpellano direttamente: ignorare il loro grido
d'aiuto significherebbe tradire i principi su cui si fonda la
nostra comunità. La mozione mira proprio a trasformare questa
indignazione in un atto politico formale, riaffermando che il
diritto al dissenso non può mai essere soffocato nel sangue".
"Con questo atto - spiega il consigliere di Centrodestra - si
impegna la Giunta a farsi portavoce presso il Governo italiano e
le sedi diplomatiche internazionali affinché la pressione su
Teheran non cali e si pretenda l'immediata cessazione delle
condanne a morte e il rilascio dei detenuti politici. Il Friuli
Venezia Giulia deve essere in prima fila in questa battaglia di
civiltà, dimostrando che la libertà non ha confini e che la
solidarietà verso il popolo iraniano è un sentimento e un preciso
dovere istituzionale".
"Mi auguro - conclude Bernardis - che l'Aula sappia cogliere lo
spirito di questa iniziativa, offrendo un sostegno unanime a chi,
con coraggio disarmato, sta scrivendo una pagina di storia per il
proprio futuro e per quello di tutti noi".
ACON/COM/sm