TALENTI FVG. PELLEGRINO (AVS): REGOLAMENTO PUÒ ESSERE DISCRIMINATORIO
(ACON) Trieste, 13 gen - "La Giunta regionale, nella figura
dell'assessora al lavoro Rosolen, ha stabilito, con una proposta
normativa, che ci sono alcuni percorsi universitari maggiormente
interessanti per il comparto lavorativo della nostra regione
piuttosto che altri: nello specifico quelli che afferiscono alle
materie scientifiche. Costoro con la sola laurea magistrale,
senza altri titoli di studi successivi specialistici, sono
maggiormente meritevoli di essere sostenuti con i contributi
della legge Talenti Fvg, tutti gli altri, per accedervi, devono
dimostrare di avere titoli superiori come master o dottorati di
ricerca".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Avs) in merito alla discussione in II Commissione sul parere
sulla modifica del Regolamento per i contributi a favore di
giovani professionalità altamente specializzate, previsti dalla
Lr 9/2021.
"Ritengo che questo sia un approccio discriminatorio che
inevitabilmente genererà divisioni e malcontenti in una società
che, viceversa, necessita dell'apporto di ciascuno in modo
trasversale" sottolinea l'esponente rossoverde, che aggiunge:
"Non si nega la bontà della legge originaria, al netto del fatto
che nella sua applicazione sarebbe stato più utile che ci fosse
anche un parametro sociale come quello del bisogno economico ad
essere posto come misura incentivante, e non si accusa nemmeno il
fatto che comunque in qualche modo si dovesse partire; ma vedere
che per la nostra Giunta esistono cervelli di serie A a cui basta
una laurea magistrale e cervelli di serie B che invece devono
studiare di più per essere apprezzati e sostenuti da chi ci
governa, appare quantomeno bizzarro se non pericoloso".
"La replica dell'assessora Rosolen, su mia esplicita richiesta -
prosegue Pellegrino - ha ammesso che l'attrattività è dettata
dalle grandi imprese, quindi da una certa area
politico-economica, che sono presenti nella nostra regione. I
tanti ragazzi e ragazze che frequentano e si laureano in corsi di
laurea non scientifici come quelli riferiti alle aree umanistiche
(Lettere, Filosofia, Beni culturali, Storia), sociali e politiche
(Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione), linguistiche,
artistiche (Dams, Design), giuridiche e psicologiche, oppure
quelle legate alla cultura, al turismo o alla creatività, non
basandosi su materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria,
matematica), possono tranquillamente lasciare il Fvg e rimanere
in altri territori perché qui non sono estremamente necessari".
Pellegrino conclude facendo riferimento alla chiosa di Rosolen
sulle nostre università, che laureano meno ingegneri gestionali
che avvocati: "Se ci sono più laureati in giurisprudenza che in
ingegneria, forse, sarà necessario ripensare se il numero chiuso
sia ancora uno strumento valido per selezionare i nostri futuri
laureati. Ma questo è compito della politica e non di
un'amministrazione regionale".
ACON/COM/aa