TRASPORTI. BULLIAN (PAT-CIV): CASO DOPPIA PARTECIPAZIONE COMUNI IN TPL
(ACON) Trieste, 14 gen - "La questione delle doppie
partecipazioni societarie dei Comuni nelle aziende del trasporto
pubblico locale (Tpl) resta ancora aperta e riguarda quasi tutti
i Comuni della nostra regione". Lo dichiara in una nota Enrico
Bullian, consigliere regionale del Patto per l'Autonomia-Civica
Fvg.
"La risposta fornita dall'assessore regionale a Infrastrutture e
Territorio alla mia interrogazione, discussa recentemente in IV
Commissione, non offre una soluzione - fa sapere ancora Bullian
-, anche se può apparire parzialmente comprensibile per la
delicatezza della questione, da una parte per il ruolo della
Regione come appaltante del servizio del Tpl, dall'altra per la
competenza diretta dei Comuni in materia".
"La vicenda riguarda le quote societarie, alle volte residuali,
di cui i Comuni sono entrati in possesso in seguito alla
dismissione delle Provincie, che detenevano partecipazioni in più
aziende del Tpl. Il quadro normativo - dettaglia il consigliere -
è delineato dal decreto legislativo 175/2016, in particolare
dall'articolo 20, che impone agli enti locali l'obbligo di una
revisione periodica delle partecipazioni detenute e, in presenza
di specifici presupposti, la loro razionalizzazione. Tra questi,
il principio secondo cui uno stesso ente non può detenere
partecipazioni in più società che svolgono la medesima funzione
ed è questo il caso che si verifica per la gran parte degli enti
locali della Regione Fvg: detengono quote di due aziende del Tpl
e ciò non sarebbe possibile nel rispetto del provvedimento
citato. Tuttavia, specie gli enti medio-piccoli, anche qualora
avessero la volontà politico-amministrativa di affrontare il
percorso di razionalizzazione, faticano da soli a districarsi
nella procedura di dismissione di una partecipazione".
"Ho dovuto affrontare questa situazione da sindaco di Turriaco,
dove il servizio di Tpl è garantito da Apt (di cui siamo soci),
ma allo stesso tempo il Comune deteneva quote irrisorie (0,02%)
anche in Arriva Udine (ex Saf), che nemmeno gestiva servizi e
fermate sul nostro territorio e dunque era piuttosto complesso
considerare una partecipazione funzionale e strategica per
l'ente. Da questi ragionamenti siamo partiti per arrivare alla
dismissione completa delle quote - rammenta ancora Bullian -, che
ci sono state liquidate dalla società stessa che le ha acquisite
di buon grado, dal momento che l'operazione gli diminuiva
l'estrema frammentazione della proprietà".
"La mia interrogazione voleva indagare sulla possibilità, da
parte della Regione, di fornire delle linee guida o, comunque, un
supporto tecnico-amministrativo allo svolgimento delle procedure
per la cessione delle partecipazioni 'in eccesso' degli enti
locali, vista la complessità del processo di dismissione. Sono
consapevole dei limiti entro i quali la Regione può muoversi,
anche in ragione del fatto che è la Regione stessa ad affidare il
servizio di trasporto pubblico. Tuttavia, ritengo necessario
proseguire il confronto per individuare strumenti di supporto che
consentano ai Comuni di operare all'interno della cornice
normativa, che allo stato attuale invece mi pare davvero poco
rispettata. Da qui un appello anche a sindaci - conclude -,
responsabili dei servizi finanziari e revisori dei conti, dal
momento che la vendita delle quote, oltre a far rispettare la
norma, produce anche un'entrata per l'ente".
ACON/COM/rcm