SALUTE. CELOTTI (PD): A CIVIDALE IL CENTRODESTRA INDEBOLISCE I SERVIZI
(ACON) Trieste, 15 gen - "A breve si voterà a Cividale ed è
bene che i cittadini sappiano come il Centrodestra indebolisce i
servizi sanitari territoriali. Prima hanno sostituito il Pronto
soccorso con un Punto di primo intervento e ora non c'è più
nemmeno quello. La Casa della comunità doveva potenziare
l'offerta e invece diventa uno strumento per tagliare ancora le
risposte di salute, così che Cividale diventa emblematico del
processo di depauperamento dei servizi sanitari nelle periferie e
della poca trasparenza che la Giunta ha nei confronti delle
amministrazioni comunali". È la critica, in una nota, della
consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), rivolta oggi
all'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, durante
lo svolgimento del Question time in Aula, mentre si discuteva la
sua interrogazione sulla progressiva soppressione del Punto di
primo intervento h24 e riduzione dei servizi sanitari nel
presidio di Cividale del Friuli.
"Cividale, i Comuni limitrofi, ma soprattutto le Valli del
Natisone - spiega Celotti - hanno sofferto il taglio dei servizi
del presidio ospedaliero cividalese fatto dalla Giunta Fedriga.
Dopo la chiusura della chirurgia ambulatoriale complessa, dei day
hospital e day surgery, della medicina e dell'endoscopia, andava
mantenuto almeno un Punto di primo intervento a servizio
dell'ampio territorio di riferimento. Lo si doveva mantenere non
tanto per le emergenze gravi, che già venivano trasferite su
Udine, ma per dare una risposta ai bisogni urgenti dei cittadini,
che presumibilmente si dovranno spostare più lontano rispetto a
quanto avveniva qualche settimana fa, perché un ambulatorio di
cure primarie ha tutte altre finalità rispetto a un punto di
primo intervento".
"Ciò è grave - giudica la consigliera dem - soprattutto per una
regione che è più indietro delle altre rispetto al sostegno e al
rilancio della sua montagna". Celotti inoltre rimprovera alla
Giunta "di aver portato a termine l'operazione della
trasformazione del Punto di primo intervento senza una reale
condivisione con il territorio" e osserva che "ancora non si è
capito quali siano le motivazioni delle scelte fatte e quale sia
la strategia complessiva per garantire i servizi sanitari
necessari alla popolazione, compresi quelli relativi alle
urgenze".
ACON/COM/rcm