CARBURANTI/2. AULA DIVISA TRA SOSTENIBILITÀ NORMA E METODO POLITICO
(ACON) Trieste, 15 gen - La necessità di superare una gestione
politica giudicata confusa e poco decorosa, segnata da annunci
mediatici contraddittori e da una Maggioranza visibilmente divisa
al proprio interno, ma anche l'esigenza di promuovere un cambio
di paradigma fondato su equità sociale e sostenibilità
ambientale. È questo il quadro emerso dalla discussione generale
in Aula sul disegno di legge 65 inerente Norme per il sostegno
all'acquisto dei carburanti.
A catalizzare il dibattito sono stati soprattutto i precedenti
annunci dell'assessore regionale all'Ambiente, Fabio Scoccimarro,
sull'ipotesi di istituire cinque distributori di carburante a
gestione diretta regionale, insieme a un emendamento annunciato a
mezzo stampa dall'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, e
finalizzato a consentire la proroga degli incarichi, anche per il
2026, ai medici di medicina generale in pensione. Un emendamento
che, come sottolineato da più consiglieri di opposizione,
appariva poco coerente con una norma sui carburanti, ma sul quale
le stesse opposizioni avevano comunque manifestato disponibilità
al confronto nel corso della conferenza dei capigruppo convocata
in mattinata prima della seduta d'Aula.
Su questo sfondo si è inserito l'intervento di Nicola Conficoni
(Pd), che ha definito l'iter del ddl "una vera e propria
Caporetto politica, con la Giunta che ha poi ritirato
l'emendamento sulla proroga degli incarichi ai medici per mere
ragioni di equilibrio interno, a discapito del benessere dei
cittadini". Sulla stessa linea il capogruppo del Patto per
l'Autonomia - Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, che ha denunciato
"una gestione confusa e contraddittoria dei lavori d'Aula", così
come il collega di partito, Enrico Bullian che ha parlato di "un
disastro istituzionale e politico, fatto di emendamenti tampone
dell'ultimo minuto e di annunci mediatici disordinati". Anche
Francesco Martines (Pd) ha richiamato la Maggioranza "a un
maggiore senso di responsabilità nei confronti della
cittadinanza".
Entrando più nel merito del ddl 65, Serena Pellegrino (Avs) ha
ribadito con forza che "lo sconto carburanti deve rimanere uno
strumento di sostegno e di giustizia sociale, non un incentivo al
maggiore consumo di carburanti fossili" e che " sono necessari
criteri di equità basati su Isee, composizione familiare e
presenza di disabilità". Una posizione condivisa anche da Furio
Honsell (Open Sinistra Fvg) che, annunciando il proprio voto
contrario, ha definito il disegno di legge "una misura iniqua,
non improntata alla sostenibilità, capace di favorire chi consuma
di più e possiede veicoli di grandi dimensioni, penalizzando
invece le fasce meno abbienti e chi vive nelle aree più remote".
Secondo Massimiliano Pozzo (Pd) "il ddl manca di una reale
completezza applicativa". Il dem ha inoltre contestato "la scelta
di escludere le Camere di Commercio da un servizio che in
precedenza funzionava, senza una chiara motivazione e senza
garantire tempi congrui di transizione e formazione del
personale". Laura Fasiolo (Pd), pur riconoscendo i benefici del
provvedimento nel contrasto al cosiddetto turismo del pieno, ha
messo in guardia "contro una digitalizzazione resa esclusivamente
obbligatoria, ritenuta penalizzante per anziani e persone con
fragilità digitali". Sul tema della digitalizzazione è
intervenuto anche il capogruppo del Pd, Diego Moretti, che ha
ribadito che "la modernizzazione è necessaria, ma va fatta con
realismo: bene, dunque, la scadenza al 31 dicembre 2026, evitando
annunci e propaganda".
In difesa dell'azione regionale è intervenuto Diego Bernardis
(Fp) che, respingendo la definizione di "Caporetto", ha ricordato
che il ddl mette ordine, chiarezza e trasparenza in un sistema
che funziona, ma che aveva bisogno di essere reso più semplice e
davvero accessibile a tutti i cittadini". L'esponente di Fp ha
inoltre evidenziato che "la transizione digitale viene
accompagnata con equilibrio e buon senso".
In chiusura, l'assessore Scoccimarro ha escluso ogni ipotesi di
apertura di distributori regionali di carburanti, chiarendo che
"le sue dichiarazioni sono state fraintese". Scoccimarro ha
spiegato che "l'eventuale ruolo della partecipata regionale
sarebbe limitato ai casi in cui il mercato non garantisce servizi
essenziali, soprattutto nelle aree marginali, senza entrare in
concorrenza con i privati. La linea della Regione - ha ribadito -
resta quella della transizione energetica e di una
digitalizzazione dello sconto carburanti inclusiva, che non
penalizzi i cittadini più fragili".
ACON/SM-fc