LOGISTICA. DDL 71 IN IV COMM: REGOLE UNIFORMI E STOP CONSUMO SUOLO
(ACON) Trieste, 22 gen - Governare in modo uniforme la
localizzazione e lo sviluppo delle attività logistiche sul
territorio regionale, coniugando attrattività economica, tutela
ambientale e salute pubblica, promuovendo, al contempo, il
contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione delle aree
industriali dismesse.
È questo il fulcro del disegno di legge 71, Disciplina
urbanistica degli insediamenti logistici, illustrato
dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante,
nel corso dei lavori della IV Commissione consiliare, per la
prima volta presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), neo
subentrato al collega di partito Alberto Budai.
"Il provvedimento - ha spiegato Amirante - si ispira a una
normativa già in vigore in Lombardia e nasce dall'esigenza di
colmare un vuoto normativo in un settore, quello della logistica,
oggi non adeguatamente considerato dagli strumenti urbanistici
vigenti".
Il ddl, dunque, definisce come insediamenti logistici le
piattaforme non intermodali, i centri di magazzinaggio e
movimentazione merci, i depositi di merci o veicoli e, per la
prima volta, include anche i data center, considerati
infrastrutture strategiche per la digitalizzazione e lo sviluppo
dell'intelligenza artificiale. "Si tratta di strutture con un
impatto significativo in termini di consumo di suolo e fabbisogno
energetico - ha evidenziato l'assessore - per le quali la legge
introduce criteri di valutazione preventiva, così da evitare
criticità per il sistema energetico e favorire soluzioni
sostenibili".
Tra le varie novità introdotte dal disegno di legge, anche la
distinzione tra insediamenti di rilevanza comunale, sotto i 3
ettari di superficie operativa, e di rilevanza regionale, pari o
superiore a 3 ettari. "Per gli insediamenti di rilevanza
regionale - ha spiegato Amirante - è prevista una procedura
obbligatoria di coprogrammazione tra Comuni e Regione, affidata
al Gruppo tecnico regionale della logistica, sulla base di una
documentazione tecnica ed economica completa. È inoltre previsto
un monitoraggio biennale degli interventi autorizzati".
La Giunta regionale sarà quindi chiamata a definire criteri e
indirizzi vincolanti per la localizzazione degli insediamenti
logistici, fondati sull'accessibilità e sull'integrazione con le
reti di mobilità locali, nazionali e transnazionali, sulla
riduzione del consumo di suolo e sull'uso di fonti energetiche
rinnovabili, sulla priorità alla rigenerazione delle aree
dismesse, sulla valutazione degli insediamenti già presenti sul
territorio e sulla sostenibilità ambientale, paesaggistica e
climatica, nel rispetto della tutela della salute pubblica, della
perequazione territoriale e della coerenza con la pianificazione
regionale della mobilità e dei trasporti.
Serena Pellegrino (Avs) ha condiviso l'idea "di una legge
sovraordinata per evitare casi come il polo logistico di
Porpetto, ma il timore è che il ddl riduca il ruolo dei
territori".
Rosaria Capozzi (M5s) ha riconosciuto "la necessità della norma
per governare la localizzazione dei poli logistici e contenere il
consumo di suolo", ma ha espresso riserve su alcuni passaggi del
testo, in particolare, per "una possibile deroga nelle zone
agricole, simile a quella prevista per gli impianti fotovoltaici,
che potrebbe riaprire la strada a nuovi poli logistici in aree
sensibili".
Per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) "serve maggiore chiarezza e
coordinamento regionale sulla pianificazione degli impianti a
idrogeno e limiti più stringenti alle volumetrie degli
insediamenti per tutelare realmente il paesaggio ed evitare il
ripetersi di errori già commessi in passato".
In chiusura, l'assessore ha chiarito che "la legge non scavalca i
Comuni: anche se un progetto supera la valutazione regionale, il
Comune può dire no alla variante urbanistica" e che "non ci sono
deroghe: gli interventi sono ammessi solo nelle aree già conformi
ai piani".
"La Regione si prepara a possibili futuri investimenti strategici
in aree prossime a porti e caselli autostradali" ha anticipato
infine Amirante, evidenziando che "il ddl, comunque, non nasce
per imporre progetti ma per governare le ipotesi e le intenzioni
che stanno emergendo sul territorio".
ACON/SM-fc