LOGISTICA. DDL 71 IN IV COMM: REGOLE UNIFORMI E STOP CONSUMO SUOLO


LOGISTICA. DDL 71 IN IV COMM: REGOLE UNIFORMI E STOP CONSUMO SUOLO

22.01.2026
14:48
(ACON) Trieste, 22 gen - Governare in modo uniforme la localizzazione e lo sviluppo delle attività logistiche sul territorio regionale, coniugando attrattività economica, tutela ambientale e salute pubblica, promuovendo, al contempo, il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione delle aree industriali dismesse.

È questo il fulcro del disegno di legge 71, Disciplina urbanistica degli insediamenti logistici, illustrato dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, nel corso dei lavori della IV Commissione consiliare, per la prima volta presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), neo subentrato al collega di partito Alberto Budai.

"Il provvedimento - ha spiegato Amirante - si ispira a una normativa già in vigore in Lombardia e nasce dall'esigenza di colmare un vuoto normativo in un settore, quello della logistica, oggi non adeguatamente considerato dagli strumenti urbanistici vigenti". Il ddl, dunque, definisce come insediamenti logistici le piattaforme non intermodali, i centri di magazzinaggio e movimentazione merci, i depositi di merci o veicoli e, per la prima volta, include anche i data center, considerati infrastrutture strategiche per la digitalizzazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. "Si tratta di strutture con un impatto significativo in termini di consumo di suolo e fabbisogno energetico - ha evidenziato l'assessore - per le quali la legge introduce criteri di valutazione preventiva, così da evitare criticità per il sistema energetico e favorire soluzioni sostenibili".

Tra le varie novità introdotte dal disegno di legge, anche la distinzione tra insediamenti di rilevanza comunale, sotto i 3 ettari di superficie operativa, e di rilevanza regionale, pari o superiore a 3 ettari. "Per gli insediamenti di rilevanza regionale - ha spiegato Amirante - è prevista una procedura obbligatoria di coprogrammazione tra Comuni e Regione, affidata al Gruppo tecnico regionale della logistica, sulla base di una documentazione tecnica ed economica completa. È inoltre previsto un monitoraggio biennale degli interventi autorizzati".

La Giunta regionale sarà quindi chiamata a definire criteri e indirizzi vincolanti per la localizzazione degli insediamenti logistici, fondati sull'accessibilità e sull'integrazione con le reti di mobilità locali, nazionali e transnazionali, sulla riduzione del consumo di suolo e sull'uso di fonti energetiche rinnovabili, sulla priorità alla rigenerazione delle aree dismesse, sulla valutazione degli insediamenti già presenti sul territorio e sulla sostenibilità ambientale, paesaggistica e climatica, nel rispetto della tutela della salute pubblica, della perequazione territoriale e della coerenza con la pianificazione regionale della mobilità e dei trasporti. Serena Pellegrino (Avs) ha condiviso l'idea "di una legge sovraordinata per evitare casi come il polo logistico di Porpetto, ma il timore è che il ddl riduca il ruolo dei territori".

Rosaria Capozzi (M5s) ha riconosciuto "la necessità della norma per governare la localizzazione dei poli logistici e contenere il consumo di suolo", ma ha espresso riserve su alcuni passaggi del testo, in particolare, per "una possibile deroga nelle zone agricole, simile a quella prevista per gli impianti fotovoltaici, che potrebbe riaprire la strada a nuovi poli logistici in aree sensibili".

Per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) "serve maggiore chiarezza e coordinamento regionale sulla pianificazione degli impianti a idrogeno e limiti più stringenti alle volumetrie degli insediamenti per tutelare realmente il paesaggio ed evitare il ripetersi di errori già commessi in passato".

In chiusura, l'assessore ha chiarito che "la legge non scavalca i Comuni: anche se un progetto supera la valutazione regionale, il Comune può dire no alla variante urbanistica" e che "non ci sono deroghe: gli interventi sono ammessi solo nelle aree già conformi ai piani".

"La Regione si prepara a possibili futuri investimenti strategici in aree prossime a porti e caselli autostradali" ha anticipato infine Amirante, evidenziando che "il ddl, comunque, non nasce per imporre progetti ma per governare le ipotesi e le intenzioni che stanno emergendo sul territorio". ACON/SM-fc



  • Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega), e l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante
    Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega), e l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante
  • Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e Rosaria Capozzi (M5s)
    Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e Rosaria Capozzi (M5s)
  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)
  • I lavori della IV Commissione riunitasi in aula per l'illustrazione del ddl Logistica
    I lavori della IV Commissione riunitasi in aula per l'illustrazione del ddl Logistica