TABACCHI. BERNARDIS (FP): PATENTINO SMART È RIEQUILIBRIO TERRITORIALE
(ACON) Trieste, 23 gen - "Affermare che vendere tabacchi nei
distributori di confine significhi penalizzare i tabaccai è un
errore di fondo che denota una scarsa conoscenza della normativa:
la realtà è esattamente l'opposto, si tratterebbe di
un'operazione win-win che avvantaggia tutti, Stato compreso". Lo
dichiara in una nota il consigliere regionale Diego Bernardis
(Fedriga presidente) che, replicando alle dichiarazioni di Enrico
Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) del 15 gennaio in Aula
sul disegno di legge 65 sui carburanti, aggiunge: "Non stiamo
parlando di una coperta corta che si sposta, ma di un
moltiplicatore economico utile ad affievolire il fenomeno del
pendolarismo del pieno e degli acquisti oltreconfine, riportando
risorse sul nostro territorio".
"Dati alla mano - sottolinea Bernardis -, il pendolarismo
transfrontaliero legato anche all'acquisto di tabacchi comporta
una perdita stimata per lo Stato e per la nostra Regione di oltre
12 milioni di euro all'anno. Se con la Fascia 0 abbiamo ottenuto
risultati di rilievo, con un aumento delle vendite di carburante
del 26,5% a Gorizia e di oltre il 15% nell'Isontino,
l'introduzione di un patentino tabacchi smart anche per i nostri
distributori completerebbe l'opera di riequilibrio territoriale".
"La ratio della proposta risiede in un meccanismo di filiera
virtuoso. Per legge, i patentini rilasciati, nel nostro caso, ai
distributori di carburante devono rifornirsi presso la rivendita
ordinaria più vicina. Ciò significa che ogni pacchetto di
sigarette venduto in un'area di servizio genera un aggio diretto
proprio per il tabaccaio locale, che vedrebbe aumentare il
proprio volume d'affari grazie a un mercato che oggi,
semplicemente, non esiste perché si sposta in Slovenia. Non si
tratta - precisa l'esponente di Centrodestra - di incentivare il
consumo, bensì di rimpatriare acquisti che avvengono comunque
oltreconfine: si creerebbe così una sinergia che tutela
l'occupazione e la redditività di entrambe le categorie a livello
locale".
"Chi vuole difendere davvero il territorio deve avere il coraggio
di innovare quando le proposte sono serie, fondate sui dati e
costruite ascoltando chi lavora sul campo. Per quanto mi compete
continuerò a farlo, insieme al gruppo di gestori della Venezia
Giulia, perché un mercato più equilibrato - conclude il
consigliere - sarebbe un vantaggio per tutti: occorre continuare
ad agire con visione strategica per recuperare risorse cruciali
per il territorio e per il bilancio pubblico".
ACON/COM/rcm