LINGUE MINORITARIE. PELLEGRINO (AVS)-CAPOZZI (M5S): BANDI SENZA TUTELE
(ACON) Trieste, 26 gen - "Con un'interrogazione formale alla
Giunta regionale chiediamo conto dell'eliminazione dei criteri
premiali per la valorizzazione delle lingue minoritarie dai bandi
regionali per le attività culturali 2026. Una scelta grave che
indebolisce concretamente le politiche di tutela del friulano,
dello sloveno e del tedesco, lingue che costituiscono un elemento
fondante dell'identità e della specialità del Friuli Venezia
Giulia".
Lo dichiarano in una nota congiunta le consigliere regionali
Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) e Rosaria Capozzi,
(Movimento 5 Stelle), annunciando il deposito dell'atto.
"Dai principali bandi culturali, in particolare 'Eventi e
Festival' e 'Rassegne e Stagioni', già da alcuni anni sono
scomparsi i punteggi specifici dedicati alle lingue minoritarie
storiche - spiegano le consigliere - e nei bandi più recenti ogni
riconoscimento distinto è stato definitivamente eliminato. In
altri casi, l'uso del friulano, dello sloveno e del tedesco è
stato equiparato a quello di qualsiasi lingua comunitaria,
compreso l'inglese, cancellandone di fatto la specificità
culturale, storica e giuridica".
"I criteri premiali - proseguono Pellegrino e Capozzi - non erano
un dettaglio tecnico, ma uno strumento politico efficace, capace
di orientare le scelte progettuali e di favorire una reale
diffusione delle lingue minoritarie anche all'interno di contesti
culturali prevalentemente in lingua italiana. Grazie a quei
criteri, il friulano, lo sloveno e il tedesco sono entrati nei
festival, nelle rassegne e nelle stagioni culturali, raggiungendo
nuovi pubblici e nuovi territori".
Secondo le due consigliere, "la loro eliminazione rischia di
confinare queste iniziative alla sola buona volontà dei singoli
operatori, riducendone la presenza strutturale e incidendo
negativamente sia sulla vitalità delle lingue sia sulle
opportunità professionali di chi lavora in questi ambiti:
artisti, traduttori, attori, musicisti, operatori culturali".
"Nell'interrogazione - concludono - chiediamo alla Giunta di
spiegare le motivazioni di questa scelta, di chiarire se non
ritenga che essa rappresenti un arretramento rispetto agli
obblighi di tutela sanciti dallo Statuto speciale, dalla
normativa nazionale e dalle leggi regionali, e di valutare il
ripristino di criteri premiali specifici e distinti per la
valorizzazione delle lingue minoritarie storiche, estendendoli a
tutti i bandi culturali regionali, con l'unica esclusione del
Bando Orchestre, dove tali criteri non sarebbero pertinenti".
ACON/COM/sm