MUTILAZIONI GENITALI. NOVELLI (FI): BARBARIE NASCOSTA ANCHE IN ITALIA
(ACON) Trieste, 6 feb - "Le mutilazioni genitali femminili sono
una pratica tribale, arcaica e disumana, fonte di sofferenze
fisiche e psicologiche che accompagnano ragazzine per tutta la
vita. Non possiamo permettere che questa giornata passi sotto
traccia, come se fosse un tema distante da noi o confinato ad
altri continenti".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Forza Italia,
Roberto Novelli, in occasione del 6 febbraio, Giornata
internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni
genitali femminili, richiamando l'attenzione su una pratica
brutale che, purtroppo, non appartiene solo a realtà lontane, ma
che è presente anche in Europa e in Italia, spesso nascosta nel
silenzio.
"I numeri, infatti, dimostrano che il problema esiste anche nel
nostro Paese. Secondo le stime più recenti di uno studio condotto
da Università di Milano Bicocca e Università di Bologna -
continua Novelli -, in Italia vivono circa 88.500 donne che hanno
subito mutilazioni genitali femminili, molte delle quali arrivate
da paesi dove la pratica è diffusa. Alcune analisi indicano,
inoltre, che migliaia di minorenni risultano già coinvolte e tra
il 15% e il 24% delle ragazze provenienti da paesi a rischio
potrebbe essere esposto a questa pratica".
"Questi dati - evidenzia il consigliere regionale - dimostrano
che non stiamo parlando di un fenomeno teorico o lontano, ma di
una realtà che riguarda anche il nostro paese. E proprio perché
le denunce sono pochissime, è evidente che esiste un sommerso
difficile da far emergere. In Italia e nella nostra regione si
stanno già portando avanti iniziative importanti: formazione
degli operatori sanitari, percorsi di ascolto, accompagnamento
psicologico, progetti di integrazione e sensibilizzazione nelle
scuole e nei servizi sociali. Tutto questo è giusto e necessario,
ma non basta".
"C'è un nodo che va affrontato con coraggio - aggiunge il
forzista -: l'omertà che spesso circonda queste pratiche
all'interno di alcuni spazi chiusi di comunità che calpestano i
diritti delle donne e impediscono l'espressione della loro
femminilità, relegandole a semplici oggetti a disposizione del
maschio".
Novelli sottolinea come sia necessario "rompere il muro del
silenzio e delle ambiguità. Sono sempre stato convinto che, di
fronte a fenomeni così gravi, non si possa far finta di nulla.
Bisogna stanare chi sa e non parla. È un processo complicato, ma
dobbiamo continuare a provarci. Qui non stiamo parlando di
sciocchezze o di polemiche politiche. Se anche una sola bambina o
ragazzina nella nostra regione o del nostro paese avesse subito o
stesse per subire una mutilazione genitale, sarebbe una cosa
orrenda e intollerabile".
Il consigliere conclude con un richiamo alla gravità della
pratica: "Per capire l'orrore delle mutilazioni genitali
femminili, che nel nostro Paese sono prevalentemente presenti
nelle comunità islamiche più radicali, basterebbe leggere come
avvengono: l'asportazione parziale o totale dei genitali, spesso
senza anestesia, su bambine o adolescenti. È una tortura a tutti
gli effetti, che lascia cicatrici fisiche e psicologiche per
tutta la vita. Di fronte a questo non devono esistere silenzi,
ambiguità o zone franche. Difendere queste ragazze è un dovere
morale e civile di tutti".
ACON/COM/sm