LOGISTICA. PELLEGRINO (AVS): NEL DDL 71 CONCILIARE SVILUPPO E AMBIENTE
(ACON) Trieste, 12 feb - "Il disegno di legge 71 sulla
disciplina urbanistica degli insediamenti logistici affronta un
tema strategico per l'economia del Friuli Venezia Giulia, ma non
può limitarsi a facilitare lo sviluppo senza rafforzare in modo
altrettanto chiaro le tutele per l'ambiente e per le comunità
locali". Così in una nota Serena Pellegrino, consigliera
regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo sul
provvedimento approvato in IV Commissione.
"Servono garanzie pubbliche più solide. Per interventi di grandi
dimensioni - prosegue Pellegrino - devono essere previste
fideiussioni realmente efficaci e immediatamente realizzabili,
perché non possiamo correre il rischio che eventuali blocchi dei
cantieri o fallimenti degli operatori ricadano sui cittadini o
sulle amministrazioni, i quali invece devono poter avere
trasparenza sui progetti, prevedendo un piano industriale
dettagliato e verificabile, con indicazione di tempi, costi e
occupazione prevista. La Regione può avere funzione regolatrice
sulla posizione di questi impianti, affinché zone che sono già
compromesse da forti cementificazioni e traffico pesante non
subiscano ulteriori azioni di consumo di suolo, soprattutto se i
poli logistici già realizzati non vengono utilizzati al meglio e
nella loro massima disponibilità".
"Un grande polo logistico modifica profondamente i flussi di
traffico e l'equilibrio della viabilità. Gli effetti devono
essere analizzati in modo rigoroso e preventivo, su scala locale
e sovracomunale. E' per questo - dettaglia la consigliera - che
chiederemo di attuare misure di mitigazione definite prima delle
autorizzazioni e analizzando le emissioni climalteranti lungo
tutta la filiera logistica, comprese quelle indirette, come
definito dalla ISO 14064-1 che indicano di quali regole e quali
norme dotarsi per il buon costruire, così da avere una reale
misura dell'impatto ambientale dei nuovi poli logistici".
"Infine chiediamo che le opere di mitigazione e compensazioni
siano reali, di carattere ambientale, urbanistico, ma anche
sociale, concordate con tutti i Comuni coinvolti, e che non
ricadano esclusivamente in quello in cui viene insediato
l'impianto. Troppe volte ci siamo trovati di fronte a dover
accogliere delle mitigazioni e compensazioni che non hanno
prodotto alcun beneficio per le popolazioni, ove gravano queste
grandi opere", aggiunge la rosso-verde.
"Sebbene il nostro punto di vista sia quello delle Opposizioni,
ci poniamo l'obiettivo di votare una legge scritta in maniera
tale che non ci siano essere delle pieghe in cui alcuni
proponenti spregiudicati possano insinuarsi. Aver avuto un
esempio concreto, come il progetto di Porpetto - sottolinea
ancora Pellegegrino -, ci permette di confrontarci con una
situazione reale, analizzando a subito sia i limiti che i
vantaggi della norma. E' proprio grazie anche alla presenza di un
comitato preparato e ricco di competenze professionali che il
dibattito intorno a questo disegno di legge è così fertile".
L'esponente di Avs conclude ricordando che "lo strumento del
Purg, a quasi 50 anni dalla sua approvazione, è il frutto di un
lavoro concertato e trasversale di una buona classe politica che
ha voluto salvaguardare il nostro territorio e che ha saputo
avere la sensibilità necessaria per organizzare l'espansione
sociale ed economica del tempo, ma contemporaneamente garantire
la bellezza del paesaggio della nostra Regione. È lo spirito con
cui anche noi oggi dobbiamo legiferare".
ACON/COM/rcm