MONTAGNA. MENTIL (PD): SU NUOVA CLASSIFICAZIONE SI CHIEDA REVISIONE
(ACON) Trieste, 19 feb - "La Giunta Fedriga si attivi
immediatamente con il Governo perché riveda i criteri che
escludono troppi Comuni dai sostegni dovuti ai territori montani.
L'Esecutivo regionale dia comunque garanzie di tutela ai Comuni
esclusi, preveda misure compensative regionali, ascolti la voce
degli amministratori locali che hanno denunciato questa grave
penalizzazione e le conseguenze sui servizi per i cittadini,
chieda con noi una revisione anche attraverso i referenti
politici nazionali. Stiamo depositando una mozione in Consiglio
regionale e lavorando a tutti i livelli, dai Comuni al
Parlamento, per correggere una classificazione che tratta la
montagna come una mera voce statistica da gestire secondo rigidi
criteri scollegati dalla realtà".
Lo rendono noto in una nota congiunta il consigliere regionale
Massimo Mentil (Pd) e il responsabile regionale Montagna Pd Fvg
Marco Craighero, dopo che la classificazione dei Comuni montani e
il nuovo elenco nazionale, legato all'attuazione della legge
131/2025, ha ridotto i territori italiani riconosciuti come aree
di montagna, incidendo su 32 Comuni anche in Friuli Venezia
Giulia.
I dem chiedono di "aprire da subito un confronto serio con Anci e
Comunità di montagna per valutare correttivi e soluzioni
specifiche per i territori penalizzati da scarti minimi e criteri
troppo rigidi che avranno una serie di conseguenze indicate in
riduzione dei trasferimenti e perdita di una serie di
agevolazioni e strumenti di sostegno che in questi anni hanno
consentito a territori fragili di resistere allo spopolamento
mantenendo attrattività e servizi".
"I nuovi criteri sono parametri rigidi e asettici che - si
evidenzia nella nota - non tengono conto della realtà
socio-economica delle nostre comunità, delle singole specificità,
del tema della densità abitativa, della necessità di criteri
geomorfologici più ampi e del contesto complessivo in cui sono
inseriti i Comuni oggetti del taglio, anche in termini sociali
Passando ai casi concreti è emblematico il caso di San Pietro al
Natisone, escluso per uno scarto minimo di altitudine pur avendo
un territorio con caratteristiche montane specifiche e con un
ruolo centrale per tutta la comunità delle Valli Del Natisone.
Non da meno anche il caso di Prepotto così come il colpo inferto
all'area carsica e isontina: interi sistemi territoriali
declassati".
"Il riconoscimento di Comune montano - viene ricordato nella nota
- ha finora garantito defiscalizzazioni, semplificazioni
amministrative e accesso a misure dedicate, come ad esempio
accesso al credito per attività produttive, le quali, anche
laddove alcune linee contributive dovessero restare formalmente
invariate, è evidente che subirebbero una perdita di opportunità
e una maggiore difficoltà per realtà già di piccole dimensioni e
con costi strutturali più alti".
"Così come - conclude la nota - ripercussioni si avranno
sull'ambito scolastico, dove lo status di Comune montano
consentiva deroghe sul numero minimo di alunni per classe, e
perdere questa possibilità significa aprire la strada ad
accorpamenti e chiusure di plessi, con un effetto domino su
famiglie, attrattività e tenuta demografica, in territori dove un
plesso scolastico non è un semplice servizio ma un presidio di
comunità".
ACON/COM/sm