ECONOMIA. MORETTI (PD)- MORETUZZO (PAT-CIV): SISTEMA FVG IN FRENATA
(ACON) Trieste, 21 feb - "I toni trionfalistici e assolutamente
fuori luogo della Giunta Fedriga si scontrano con i dati che
emergono dal IV rapporto socio-economico di RilanciaFriuli che
documentano un annoso rallentamento economico della regione. Da
parte della Giunta manca una chiara politica industriale che
possa compensare gli effetti del pesante calo demografico,
attraverso una visione di futuro sui temi della crescita
industriale, della manifattura e dell'occupazione".
Lo affermano in una nota i capigruppo del Pd e del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg in Consiglio regionale, Diego Moretti e
Massimo Moretuzzo, presenti ieri a Udine nella sede della
Regione, insieme ai consiglieri Manuela Celotti, Nicola Conficoni
e Massimiliano Pozzo (Pd), alla conferenza stampa promossa dagli
stessi Gruppi consiliari insieme a RilanciaFriuli.
Nel corso della conferenza stampa, per RilanciaFriuli sono
intervenuti Fulvio Mattioni e Furio Petrossi che hanno illustrato
i numeri del rapporto. "La crescita dell'economia regionale (2,6%
tra il 2019 e il 2023 e con una previsione analoga per il periodo
tra il 2024 e il 2028) - prosegue la nota -, infatti, è rimasta
costantemente al di sotto della media italiana (del 5,5%) e del
Nord-Est (4,8%). E la ripresa post-pandemica non si è tradotta in
un rafforzamento strutturale del sistema produttivo. Il punto
centrale, allora, è chiedersi perché il Friuli-Venezia Giulia
cresce così poco e meno delle altre regioni".
"La risposta conduce al mercato del lavoro regionale che nei
prossimi 5 anni avrà bisogno di 82 mila lavoratori, ed è questa
la sfida (è il fabbisogno dichiarato dalle nostre imprese
necessario quasi solo per sostituire i lavoratori che andranno in
pensione). Ma più della metà di questo fabbisogno rischia
seriamente di restare insoddisfatta (aggiungono le imprese) per
l'assenza di lavoratori, competenze e attrattività territoriale.
È una dinamica - così, nella nota - che colpisce l'industria, i
servizi alle imprese, la sanità e il Welfare, e che rischia di
trasformarsi nel principale freno allo sviluppo del prossimo
decennio. Nel settore privato si registra un fabbisogno
complessivo di 61 mila 600 lavoratori, di cui 15 mila 600
stranieri, pari al 25,3 per cento".
"Siamo di fronte a uno scenario paradossale se confrontato con
l'andamento delle finanze pubbliche regionali cresciute in modo
significativo negli ultimi anni: un'opportunità che stiamo
sprecando viste le enormi disponibilità di bilancio della Regione
- commentano Moretti e Moretuzzo -. Anche di questo viene data
evidenza nel rapporto. Il problema, dunque, non è la scarsità di
fondi, ma la loro capacità di generare effetti moltiplicativi
sull'economia reale".
La proposta è quella di "un piano per ripartire che prevede di
rafforzare la formazione tecnica e professionalizzante,
collegandola stabilmente alle imprese; aumentare la
partecipazione al lavoro e attrarre competenze qualificate per
compensare il calo demografico; rendere il territorio più
attrattivo per chi lavora e investe, integrando politiche
economiche, formative, abitative e sociali".
ACON/COM/sm