CARCERI. GARANTE DIRITTI: A S.VITO AL TAGLIAMENTO MODELLO PARTECIPATO


CARCERI. GARANTE DIRITTI: A S.VITO AL TAGLIAMENTO MODELLO PARTECIPATO

21.02.2026
14:00
(ACON) Trieste, 21 feb - "Le carceri non vanno scagliate come fulmini sui territori, ma devono essere il migliore esempio di un progetto partecipato con le amministrazioni locali e le sue comunità, in quanto possono davvero trasformarsi in positive e straordinarie opportunità sia per i cittadini liberi che per quelli privati della libertà personale. Ove mancassero l'armonizzazione col territorio e la reciproca collaborazione tra istituzioni e cittadini, potrebbero dare vita a criticità ed rischierebbero di essere percepite come pericolosi bubboni infetti".

Lo afferma in una nota il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia che ha partecipato all'incontro tenutosi a San Vito al Tagliamento per discutere di quella diventerà la più importante realtà carceraria regionale in termini di numero di persone detenute e operatori penitenziari impegnati al suo interno: 300 detenuti e almeno 150 operatori di polizia penitenziaria e un numero importante di funzionari e impiegati amministrativi.

"Il carcere - rincara Sbriglia - deve essere sinonimo di sicurezza, formazione professionale e istruzione, lavoro, salute, ripensamento di condotte negative e riconoscimento delle proprie responsabilità per quanti, condannati, siano chiamati ad espiare la pena che va intesa come opportunità di recupero sociale".

"Il sindaco di San vito al Tagliamento, Alberto Bernava - fa sapere ancora il Garante - ha confermato la vigile attenzione che dedicherà al futuro insediamento, che non trova ostilità nella sua cittadinanza. Il direttore del carcere di Pordenone, Leandro Lamonaca, ha sottolineato come soprattutto la formazione professionale ed il lavoro cambino in meglio le persone detenute, così come il già questore di Pordenone, Giuseppe Solimene, ha evidenziato la capacità del carcere di generare sicurezza sul territorio. Interessanti anche i contributi di Ornella Favero, giornalista e direttrice della rivista 'Ristretti Orizzonti' di Padova e del suo collaboratore Elton Kalica che hanno raccontato le proprie esperienze del lavoro in carcere e come sia utile offrire una chance alle persone detenute".

"Era presente - continua Sbriglia - anche l'ex sindaco Antonio Di Bisceglie, a dimostrazione di come una trasversalità politica si sia ritrovata in un grande progetto sociale. Apprezzamento è stato rivolto al direttore del carcere di Pordenone che, pur a fronte di una situazione logistica non facile, perché l'istituto è costituito da una struttura architettonica antica, un castello che non sapeva di dover diventare prigione, riesce a realizzare molte attività rieducative, riducendo il rischio di recidiva per i detenuti una volta ritornati alla libertà".

"L'auspicio - conclude Sbriglia - è che venga incaricato anche della direzione del carcere di San Vito al Tagliamento, dal momento che conosce il territorio e le opportunità che può offrire in termini di formazione professionale e lavoro". ACON/COM/sm



  • Il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, durante il suo intervento all'incontro sul carcere di San Vito al Tagliamento
    Il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, durante il suo intervento all'incontro sul carcere di San Vito al Tagliamento