FRIULANO. BULLIAN (PAT-CIV): CARTOGRAFIA ARLEF IN SCUOLE DA RIVEDERE
(ACON) Trieste, 24 feb - "I temi dei confini territoriali, delle
identità linguistiche e delle appartenenze culturali sono
questioni scivolose, ma rilevanti per la nostra regione. Proprio
per questo occorre affrontarli con rigore, equilibrio e rispetto
delle diversità territoriali".
Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale del
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"L'Arlef è l'ente strumentale della Regione che coordina le
attività relative alla tutela e alla promozione della lingua
friulana secondo quanto definito dalla normativa - evidenzia
Bullian -. Sul sito ufficiale dell'Agenzia potete trovare un
poster didattico
scaricabile(https://arlef.it/app/uploads/2024/03/il-friul_poster.p
df), rivolto alle scuole primarie e recante il logo della Regione
Friuli Venezia Giulia, in cui viene illustrata l'estensione de
'Il Friûl' riportando le sue principali città e i cinque siti del
patrimonio mondiale Unesco".
"L'immagine - spiega l'esponente di Centrosinistra -, però,
include nel perimetro, con un'estensione dal Livenza fino al
Timavo, anche aree palesemente non friulanofone come la
Bisiacaria (Monfalconese) e la città di Grado, oltre
all'inserimento di alcuni Comuni del Veneto orientale o di aree
come il Tarvisiano che meriterebbero, perlomeno, un
approfondimento specifico. Si tratta di una cartografia
contemporanea, non un rimando a un non meglio precisato 'Friuli
storico', e pertanto suscettibile di generare equivoci o
distorsioni della realtà".
"È noto, in particolare - evidenzia il consigliere -, come
Bisiacaria e Grado siano caratterizzate prevalentemente da
parlate di origine veneta e non dall'uso della lingua friulana,
quindi non si vede il motivo per il quale inglobarle in una
cartografia del Friuli contemporaneo, dove il senso dovrebbe
essere quello di individuare le aree attualmente friulanofone.
Con l'interrogazione presentata alla Giunta non intendo
ovviamente spogliare il Friuli del suo ruolo e peso nel vissuto
regionale, ma intendo ricordare l'importanza delle identità
diverse, innanzitutto linguistiche e culturali, nelle quali si
riconoscono altri territori".
"In più occasioni istituzionali - aggiunge Bullian -, anche il
vicepresidente della Regione Mario Anzil ha opportunamente
richiamato la natura policentrica del Friuli Venezia Giulia. Una
complessità che non può essere compressa in una rappresentazione
semplificata a due sole entità (un grande Friuli e una ridotta
area Giuliana/Triestina). Penso che una visione del genere, anche
da un punto di vista cartografico, sia fuorviante e non corretta
nei confronti di territori e comunità, come i Bisiachi e i
Graisani, che non si riconoscono in questa schematizzazione
semplicistica e distorsiva".
"Per questo - spiega ancora l'esponente regionale -, con la mia
interrogazione, chiedo alla Giunta se ritenga opportuno, anche al
fine di evitare la diffusione nelle scuole di materiali didattici
opinabili, promuovere una revisione dei contenuti didattici in
oggetto in coerenza con la realtà policentrica della regione, al
fine di evitare una rappresentazione territorialmente e
linguisticamente omologante, andando a ridefinire i confini del
Friuli contemporaneo, escludendo perlomeno le aree a prevalente
parlata veneta".
"La nostra regione - conclude Bullian - deve essere valorizzata
nelle sue peculiarità culturali e linguistiche, e ciò non deve
avvenire a senso unico e a scapito dei non parlanti il friulano".
ACON/COM/sm