FRIULANO. BULLIAN (PAT-CIV): CARTOGRAFIA ARLEF IN SCUOLE DA RIVEDERE


FRIULANO. BULLIAN (PAT-CIV): CARTOGRAFIA ARLEF IN SCUOLE DA RIVEDERE

24.02.2026
12:28
(ACON) Trieste, 24 feb - "I temi dei confini territoriali, delle identità linguistiche e delle appartenenze culturali sono questioni scivolose, ma rilevanti per la nostra regione. Proprio per questo occorre affrontarli con rigore, equilibrio e rispetto delle diversità territoriali".

Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.

"L'Arlef è l'ente strumentale della Regione che coordina le attività relative alla tutela e alla promozione della lingua friulana secondo quanto definito dalla normativa - evidenzia Bullian -. Sul sito ufficiale dell'Agenzia potete trovare un poster didattico scaricabile(https://arlef.it/app/uploads/2024/03/il-friul_poster.p df), rivolto alle scuole primarie e recante il logo della Regione Friuli Venezia Giulia, in cui viene illustrata l'estensione de 'Il Friûl' riportando le sue principali città e i cinque siti del patrimonio mondiale Unesco".

"L'immagine - spiega l'esponente di Centrosinistra -, però, include nel perimetro, con un'estensione dal Livenza fino al Timavo, anche aree palesemente non friulanofone come la Bisiacaria (Monfalconese) e la città di Grado, oltre all'inserimento di alcuni Comuni del Veneto orientale o di aree come il Tarvisiano che meriterebbero, perlomeno, un approfondimento specifico. Si tratta di una cartografia contemporanea, non un rimando a un non meglio precisato 'Friuli storico', e pertanto suscettibile di generare equivoci o distorsioni della realtà".

"È noto, in particolare - evidenzia il consigliere -, come Bisiacaria e Grado siano caratterizzate prevalentemente da parlate di origine veneta e non dall'uso della lingua friulana, quindi non si vede il motivo per il quale inglobarle in una cartografia del Friuli contemporaneo, dove il senso dovrebbe essere quello di individuare le aree attualmente friulanofone. Con l'interrogazione presentata alla Giunta non intendo ovviamente spogliare il Friuli del suo ruolo e peso nel vissuto regionale, ma intendo ricordare l'importanza delle identità diverse, innanzitutto linguistiche e culturali, nelle quali si riconoscono altri territori".

"In più occasioni istituzionali - aggiunge Bullian -, anche il vicepresidente della Regione Mario Anzil ha opportunamente richiamato la natura policentrica del Friuli Venezia Giulia. Una complessità che non può essere compressa in una rappresentazione semplificata a due sole entità (un grande Friuli e una ridotta area Giuliana/Triestina). Penso che una visione del genere, anche da un punto di vista cartografico, sia fuorviante e non corretta nei confronti di territori e comunità, come i Bisiachi e i Graisani, che non si riconoscono in questa schematizzazione semplicistica e distorsiva".

"Per questo - spiega ancora l'esponente regionale -, con la mia interrogazione, chiedo alla Giunta se ritenga opportuno, anche al fine di evitare la diffusione nelle scuole di materiali didattici opinabili, promuovere una revisione dei contenuti didattici in oggetto in coerenza con la realtà policentrica della regione, al fine di evitare una rappresentazione territorialmente e linguisticamente omologante, andando a ridefinire i confini del Friuli contemporaneo, escludendo perlomeno le aree a prevalente parlata veneta".

"La nostra regione - conclude Bullian - deve essere valorizzata nelle sue peculiarità culturali e linguistiche, e ciò non deve avvenire a senso unico e a scapito dei non parlanti il friulano". ACON/COM/sm



  • Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)