LOGISTICA. PER CSX SERVONO REGOLE CERTE PER SVILUPPO EQUILIBRATO
(ACON) Trieste, 25 feb - Governare un settore strategico come
quello logistico con strumenti chiari e strutturati, ma anche
garanzie più stringenti a tutela del territorio, della salute
pubblica e della qualità della vita delle comunità regionali: è
quanto emerso dalle relazioni in Aula dei consiglieri di
Minoranza sul ddl 71.
Massimo Mentil (Pd) ha rimarcato come il ruolo del Friuli Venezia
Giulia nella logistica sia ancora più rilevante "per le sue
peculiarità di regione di confine, ultimo territorio italiano
verso l'Europa orientale e area retroportuale di uno dei
principali scali del Paese e del Mediterraneo, il porto di
Trieste".
"Proprio per queste ragioni - ha aggiunto Mentil - riteniamo
fondamentale un provvedimento normativo che disciplini in modo
chiaro il rapporto tra insediamenti logistici e territorio. Uno
sviluppo economico solido non può prescindere da una visione
complessiva che tenga insieme crescita, tutela delle comunità,
salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio".
Per Mentil l'obiettivo deve essere chiaro: evitare sia interventi
tardivi che favoriscano iniziative speculative sia provvedimenti
costruiti su singoli casi specifici. "Guai a pensare a norme pro
o contro un determinato insediamento. Il compito del Consiglio
regionale è fornire una cornice generale, criteri localizzativi e
regole coerenti con il modello di sviluppo economico che vogliamo
per il Friuli Venezia Giulia".
Il dem ha giudicato positiva "la previsione della coprogettazione
e dell'obbligo di business plan per evitare azioni speculative",
chiedendo, però, che "i criteri localizzativi siano sottoposti al
parere della Commissione consiliare competente". Ha inoltre
evidenziato "la necessità di inserire tra i criteri il raccordo
con le aree industriali e i consorzi esistenti, nonché di evitare
nuovo consumo di suolo, alla luce dei dati regionali sul
territorio già compromesso".
Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha invitato a
costruire la norma "con particolare equilibrio, evitando che
l'attrattività economica prevalga sulle garanzie di sostenibilità
territoriale e sociale".
Pur condividendo gli obiettivi generali, l'esponente dei civici
ha rilevato alcune criticità "nell'ampia definizione di impianto
logistico, nella possibilità di insediamenti in ambiti agricoli e
nel rischio di demandare scelte sostanziali alla fase
amministrativa".
Putto ha quindi chiesto "un collegamento più forte con una
strategia regionale dell'intermodalità e con una pianificazione
infrastrutturale integrata". Ha, infine, richiamato la necessità
"di privilegiare il riuso delle aree dismesse, evitare nuovo
consumo di suolo agricolo, prevedere analisi preventive sugli
impatti infrastrutturali e garanzie finanziarie efficaci a tutela
delle amministrazioni pubbliche".
Anche Serena Pellegrino (Avs) ha espresso perplessità su
"definizioni troppo elastiche e criteri che rischiano di aprire
spazi interpretativi tali da consentire trasformazioni rilevanti
in contesti fragili. Come legislatori abbiamo il compito di
scrivere una legge che possa prevedere anche nuovi insediamenti su
suolo vergine e non compresso, ma solo se assolutamente
necessari".
La consigliera si è soffermata sulle opere di mitigazione e
compensazione, chiedendo "che siano concrete e condivise con
tutti i Comuni coinvolti e non solo in quello in cui viene
realizzata l'opera affinchè si possano generare benefici
ambientali e sociali effettivi per le comunità interessate.
Necessario anche che il coinvolgimento dei Comuni limitrofi sia
sostanziale e non solo consultivo e formale".
Secondo Pellegrino, "una pianificazione moderna deve partire
dall'analisi dell'esistente e dall'ottimizzazione delle
infrastrutture già presenti, limitando il consumo di suolo e
prevedendo valutazioni preventive su traffico, emissioni e
impatti ambientali lungo l'intera filiera logistica".
"L'esperienza del polo logistico di Porpetto - ha concluso - dove
ad oggi la situazione sanitaria è tra le peggiori della Bassa
Friulana, ci permette di avere una base concreta su cui scrivere
una norma chiara e priva di ambiguità".
ACON/SM-fc