FRIULANO. BULLIAN (PAT-CIV): APPARTENENZA A COMUNITÀ NON SI IMPONE


FRIULANO. BULLIAN (PAT-CIV): APPARTENENZA A COMUNITÀ NON SI IMPONE

25.02.2026
16:25
(ACON) Trieste, 25 feb - "Il presidente di Arlef ha parlato di polemica inutile in riferimento alla mia interrogazione relativa alla cartografia de Il Friûl pubblicata dall'Agenzia regionale. In realtà è lui a viverla così: ho invece evidenziato errori e forzature su uno strumento didattico per le scuole primarie. Se c'è stata una reazione così risentita, viene da chiedersi il perché".

Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg. "Il mio intervento, da storico oltre che da consigliere regionale - precisa Bullian - nasce dall'esigenza di chiarezza. Quando si propone una cartografia con finalità educative, il rigore è fondamentale. Per iniziare, è indiscutibile, ad esempio, che Grado non abbia nemmeno mai fatto parte del Friuli storico, ma fu dogado della Repubblica di Venezia. Secondariamente, Arlef non realizza una cartina storica, ma disegna un Friuli contemporaneo, con tanto di autostrade e siti Unesco. La confusione è volutamente insita nella cartografia proposta. Chi decide l'appartenenza di una comunità con parlata veneta al Friuli? La Treccani, Arlef, la Giunta o qualche altro consigliere regionale?"

Secondo l'esponente del Centrosinistra "l'appartenenza non si impone per decreto e non si stabilisce per via amministrativa o con cartine: è una scelta libera delle comunità e di chi vive quel territorio oggi. Nel Monfalconese e a Grado nessuno si sente friulano o si riconosce in una Patria del Friuli, realtà storicamente superata da secoli. Noi siamo e ci sentiamo innanzitutto bisiachi e graisani, poi isontini. Allargando lo sguardo siamo cittadini del Friuli Venezia Giulia (accogliamo il marchio Io sono Fvg), italiani, europei e alcuni ci tengono a essere cittadini del mondo. Ma non ci sentiamo 'tipicamente friulani'".

Bullian si ritiene "decisamente insoddisfatto della risposta fornita da Arlef e di fatto condivisa dall'assessore regionale Roberti. Si afferma di aver rispettato le diversità, ma si conferma una cartografia immodificabile che rappresenta un unico e indistinto Friuli, da Sacile a Sappada, da Tarvisio a Monfalcone. Una rappresentazione che non raffigura la complessità del territorio e a tratti distorce la realtà".

"Con la mia interrogazione - argomenta il consigliere - chiedevo semplicemente di rivedere la cartina: si poteva (e ritengo si doveva) rispondere perlomeno problematizzando maggiormente (e distinguendole graficamente) zone promiscue o a prevalente parlata non friulana, come quelle aree a parlata veneta, quelle con presenza di minoranza slovena o le isole tedesche. Ritengo sia ancora forte un certo 'nazionalismo culturale friulano', piuttosto trasversale, che non consente un dibattito sereno sul punto che, però produce una perdita di ricchezza culturale per la Regione. Penso che decine di migliaia di bisiachi e graisani di certo non condividono la definizione friulana delle loro terre e comunità proposta da Arlef e questo continuerò a denunciarlo".

"Inoltre - aggiunge Bullian - coglierò l'occasione per rilanciare tre proposte sulla Bisiacaria: una ricostruzione sulla sua storia moderna e contemporanea; l'aggiornamento del vocabolario bisiaco; una cartellonistica mirata. Infine, non vorrei ci possa essere un nesso fra le cartografie del Grande Friuli con la reintroduzione delle Province. Non vorrei si arrivasse, prima o poi, alla proposta della grande Provincia del Friuli, inglobando quella di Gorizia".

"Su questo mi impegno fin da subito a contrastare tali scenari difendendo la riproposizione della Provincia di Gorizia", conclude la nota. ACON/COM/aa



  • Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia -Civica Fvg)
    Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia -Civica Fvg)