TEMPIO CREMATORIO UD. CAPOZZI (M5S): NECESSARIO PIANIFICARE LIMITI
(ACON) Trieste, 26 feb - "Il nuovo tempio crematorio della città
di Udine, voluto dalla Giunta Fontanini e realizzato all'interno
del camposanto di Paderno con l'obiettivo di sostituire il
servizio fornito precedentemente negli spazi del cimitero di San
Vito, continua a creare non poche obiezioni a causa della mole di
salme per cui è stato tarato".
Lo evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera
regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), ricordando di
"aver già contestato tale progetto sin dalle prime fasi,
evidenziando rilevanti criticità".
"Un progetto del quale - evidenzia la consigliera - gli stessi
cittadini chiedono un'attenta revisione, oggetto non a caso della
petizione popolare ("Riduzione del numero massimo di cremazioni
per il nuovo impianto crematorio presso il cimitero di
Udine-Paderno") consegnata quest'oggi alla Presidenza
dell'Assemblea legislativa, durante una pausa dei lavori
dell'Aula".
"L'area individuata - aggiunge l'esponente pentastellata - è
infatti altamente abitata, caratterizzata dalla presenza di
scuole e da numerosi servizi. Oltre alle emissioni dell'impianto,
quindi, destano preoccupazione anche le conseguenze legate
all'aumento del traffico dei mezzi in transito".
"I numeri prospettati - precisa Capozzi - sono oltremodo
significativi: si parla di circa 8 mila salme, a fronte di un
business plan che ne prevede invece 3mila. Una discrepanza che
solleva interrogativi sulla reale dimensione dell'impianto e sul
suo impatto complessivo".
"Il nodo centrale - sottolinea ancora la rappresentante del M5S -
resta però l'assenza, nella nostra regione, di un piano di
distribuzione dei templi crematori. Come invece avviene in
Veneto, dove è stato previsto di attivare un impianto ogni 50
chilometri, mentre in Friuli ne abbiamo addirittura tre nell'arco
di 60. Una pianificazione territoriale, perciò, avrebbe
probabilmente consentito una valutazione più equilibrata,
considerando che impianti specifici sono già presenti a
Cervignano e a Gemona".
"Riteniamo pertanto necessario fare piena chiarezza - specifica
Capozzi - sulle ragioni che hanno portato al rilascio di
un'autorizzazione di tale portata e su quali esigenze effettive
essa si basi. Proprio per questo motivo abbiamo sostenuto con
convinzione la petizione presentata oggi che chiede di fissare un
limite al numero delle cremazioni, al fine di tutelare il
territorio e la qualità della vita dei residenti".
"È di fondamentale importanza che scelte di tali rilevanza e
impatto sul territorio - conclude Capozzi - siano accompagnate da
trasparenza e attenta programmazione, nonché da un reale
coinvolgimento della comunità interessata".
ACON/COM/sm