SALUTE. PELLEGRINO (AVS): IN CASE COMUNITÀ PRESA IN CARICO SIA REALE
(ACON) Trieste, 3 mar - "Le case della comunità, nel piano
della riforma sanitaria, dovrebbero servire a chiudere quel vuoto
tra 'dimesso' e 'seguìto', tra 'ho un bisogno' e 'so dove
andare'". Così, in una nota, la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a margine dell'incontro
organizzato ieri a Udine dal Coordinamento salute Fvg e
Coordinamento udinese per la salute.
"Le case della comunità dovrebbero essere pertanto il luogo di
prossimità - prosegue Pellegrino - dove si fa una cosa molto
concreta: accogliere, orientare, prendere in carico e non
aggiungere un servizio, ma mettere ordine nei percorsi. In Friuli
Venezia Giulia abbiamo, invece, la fattiva percezione che si sta
confondendo l'avanzamento amministrativo per operatività, e
comunque ad oggi delle trentadue strutture previste solo sei sono
attive. Voglio ricordare che una riforma territoriale non si
valuta dal fatto che c'è una sede, ma che quello spazio è in
esercizio, con persone dentro e percorsi che funzionano".
"Allora la domanda non può restare sospesa", secondo Pellegrino,
che chiede "quando saranno davvero operative, con quali servizi,
con quali orari, con quali professionisti (il 'chi esercita'
diventa il fulcro della questione e non un dettaglio), se stiamo
parlando di assunzioni pubbliche stabili, di concorsi e
graduatorie, di mobilità interne, di esternalizzazioni, di
cooperative e soprattutto se una casa della comunità nasce come
rafforzamento del territorio o invece solo come spostamento di
risorse già scarse da un presidio all'altro".
"E qui tocchiamo un punto che in diverse aree è già una
preoccupazione concreta. Se - spiega la consigliera - per far
partire nuove sedi si va a pescare personale da servizi
territoriali che stanno già reggendo pezzi importanti
(domiciliari, continuità, presìdi di prossimità), il difficile
non è attivare una casa, ma fare il gioco delle pedine, ovvero
spostamenti che coprono alcuni spazi ma lasciando buchi altrove.
Se non ci riusciremo, avremo costruito sedi e lasciato intatta la
domanda che torna sempre, la sera, davanti a un bisogno reale e
di fronte a persone in carne e ossa".
ACON/COM/rcm