FRIULANO. MAURMAIR (FDI): PIANO GENERALE TUTELA LA NOSTRA SPECIALITÀ


FRIULANO. MAURMAIR (FDI): PIANO GENERALE TUTELA LA NOSTRA SPECIALITÀ

03.03.2026
17:11
(ACON) Trieste, 3 mar - In occasione del parere sul Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana, espresso in V Commissione, il consigliere regionale Markus Maurmair (Fratelli d'Italia) ribadisce in una nota, dopo averlo fatto in Commissione, "il valore strategico della tutela del friulano come presidio dell'autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia".

"La nostra specialità regionale affonda le radici nella compresenza di tre minoranze linguistiche riconosciute: quella slovena, quella tedesca e quella friulana - afferma Maurmair -. Investire nella valorizzazione della lingua friulana non è quindi un atto culturale fine a se stesso, ma "la salvaguardia della nostra stessa specialità".

Il consigliere esprime "apprezzamento per l'impegno dell'assessore Roberti, del presidente di Arlef, Eros Cisilino, e del suo direttore William Cisilino, riconoscendo nel Piano non solo un documento tecnico, ma un atto di identità. Il Piano coinvolge una rete ampia di soggetti: università, istituzioni scolastiche, organismi come l'Aclf, la Società filologica friulana, il Terzo settore e il mondo delle imprese. Anche i media hanno compreso l'importanza della lingua: la Rai propone già oggi programmi televisivi e radiofonici in friulano, e un'emittente privata trasmette un telegiornale in lingua friulana".

"In occasione dell'ultima legge di stabilità, con il sostegno trasversale dei capigruppo consiliari e degli assessori Pierpaolo Roberti e Barbara Zilli e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin - ricorda ancora Maurmair -, sono stati stanziati fondi specifici per rafforzare l'informazione in friulano sia nel servizio pubblico che nel privato. Sul fronte culturale, il teatro stabile in lingua friulana, dotato di sede e fondi propri, ha restituito al friulano dignità drammaturgica, sottraendolo al solo registro comico cui era stato a lungo confinato. Il Friuli Venezia Giulia ospiterà inoltre il prossimo campionato europeo delle lingue minoritarie di calcio, anche grazie alla presenza della minoranza slovena".

"Nel dibattito in Commissione - dettaglia l'esponente di FdI - ho risposto al collega Bullian su tre punti precisi. Sul piano costituzionale: se l'articolo 116 ha perso il trattino per effetto di una modifica puntuale, l'articolo 131 il trattino ce l'ha ancora. Il nome Friuli Venezia Giulia, con la sua distinzione storica e identitaria, resta sancito dalla Carta costituzionale e dallo statuto regionale: un dato ineludibile. Sul piano linguistico: il friulano è una lingua, non una parlata, e non può essere confuso in modo strumentale con una parlata, chi lo fa cerca probabilmente il consenso su altri fronti. Il riconoscimento giuridico garantito dalla Costituzione italiana e dalla legge 482/1999 non è equiparabile a idiomi locali privi di statuto: la distinzione non è accademica, è politica e istituzionale".

Sul tema dei confini identitari, Maurmair respinge ogni tentativo di perimetrazione rigida: "il Friuli è dove le persone si sentono friulane, a prescindere dalla lingua parlata. L'esempio di Sacile, che il 3 aprile scorso ha issato con orgoglio la bandiera del Friuli, dimostra come l'identità friulana trascenda i confini amministrativi e linguistici. Eppure proprio la lingua ne è il fondamento irrinunciabile: i dati lo confermano, con i parlanti friulani scesi da 600.000 a 444.000. Una contrazione che non riguarda solo la lingua, ma mette a rischio la stessa legittimità dell'autonomia speciale - quella che mette a disposizione le risorse grazie alle quali è possibile fare politica, approvare emendamenti, finanziare territori. Tutelare la lingua friulana significa tutelare le fondamenta su cui poggia l'intera architettura istituzionale del Friuli Venezia Giulia". ACON/COM/rcm



  • Markus Maurmair (FdI)
    Markus Maurmair (FdI)