FRIULANO. BUNA (LEGA): PIANO ARLEF STRUMENTO CONCRETO DIFESA IDENTITÀ
(ACON) Trieste, 3 mar - "Quando si affrontano temi identitari
come la lingua friulana, è necessario farlo con serietà e
rispetto, evitando paragoni impropri e strumentalizzazioni che
nulla aggiungono al dibattito". Così Lucia Buna, consigliera
regionale della Lega, in una nota, dopo essere intervenuta anche
in V Commissione sul Piano generale di politica linguistica per
il friulano 2026-30 come proposto dall'Agenzia regionale per la
lingua friulana (Arlef).
"Mettere sullo stesso livello le risorse destinate alla sanità e
alle liste d'attesa con quelle a sostegno della lingua friulana -
sottolinea Buna - è una banalizzazione che non rende giustizia a
nessuno dei due ambiti. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione su
entrambi, senza contrapporli artificiosamente".
La consigliera ricorda i numeri del Piano regionale: "In cinque
anni, siamo passati da 900mila euro a 1 milione e 730mila euro di
risorse per sostenere la nostra lingua sul territorio. È un
segnale politico chiaro di attenzione e responsabilità. Ringrazio
il tessuto associativo che, con passione e dedizione, traduce in
azioni concrete la promozione della lingua friulana".
E proprio alle associazioni dedica una proposta: "Accanto ai
contributi economici, serve un supporto più strutturato, una
figura di tutoraggio istituzionale che accompagni queste realtà,
spesso composte da volontari di età avanzata, e le aiuti a
mantenere e innovare le attività".
Un passaggio della nota della consigliera è dedicato anche al
ruolo della lingua friulana in ambito sanitario: "Ricordo che già
vent'anni fa parlare friulano era quasi motivo di imbarazzo.
Oggi, invece, vediamo come in contesti come l'ospedale di Udine
si sia mantenuta viva questa identità. Ringrazio medici e
operatori sanitari che hanno continuato a utilizzarla: la lingua
friulana avvicina, umanizza, crea un rapporto più diretto con il
paziente".
"Guardando al futuro, la digitalizzazione è la sfida decisiva per
intercettare i giovani. Molti ragazzi percepiscono ancora la
lingua grazie ai nonni, ma è attraverso i nuovi strumenti
digitali che possiamo renderla attuale e attrattiva" e da ultimo
annuncia l'intenzione "di proporre, qualora si svolgano audizioni
sul Piano, il coinvolgimento delle emittenti televisive
regionali. Possono offrire idee innovative sui palinsesti e
contribuire concretamente alla diffusione della lingua friulana,
anche in territori - come quello da cui provengo - dove
l'influenza veneta è più marcata. Proprio lì dobbiamo continuare
a farci rispettare e a valorizzare la nostra identità".
"Difendere la lingua friulana - conclude Buna - non è nostalgia,
ma investimento culturale e sociale sul futuro della nostra
comunità".
ACON/COM/rcm