FRIULANO. FASIOLO-CELOTTI-POZZO (PD): PIÙ DIFFUSIONE CON SCUOLA E RAI
(ACON) Trieste, 4 mar - "Il consolidamento e rafforzamento
dell'utilizzo della lingua friulana è un obiettivo che va
perseguito attraverso azioni che mirino non solo e non tanto alla
tutela, quanto alla valorizzazione. In questo percorso è
fondamentale l'intervento di diversi soggetti tra cui il sistema
scolastico, strumento necessario per rendere eccellente e
competitiva una proposta culturale protesa al futuro". Lo
affermano in una nota le consigliere regionali Laura Fasiolo e
Manuela Celotti, insieme al collega Massimiliano Pozzo (Pd),
intervenuti nella seduta della V commissione riunita per
esprimere il parere sul Piano generale di politica linguistica
per il friulano 2026-30 proposto da Arlef.
Secondo la consigliera Fasiolo "la deriva linguistica e
l'impoverimento delle parole è inaccettabile oggi, un periodo
storico in cui gli anglicismi soffocano la lingua italiana e
impoveriscono le lingue minoritarie. Il Piano quinquennale per la
politica linguistica proposto da Arlef viene migliorato rispetto
al precedente quinquennio 2021-25, dove tendeva soprattutto a
finanziare una serie di attività e interventi per diffondere la
lingua. Ora si passa da un modello centralizzato a un modello
policentrico e partecipativo, alla produzione di piani dove Arlef
sia di aiuto alle realtà portatrici di interessi (scuole, Aziende
sanitarie, enti locali, Filologica, cooperazione, teatri, media)
nelle fasi di stesura, formazione e realizzazione. Positivo
inoltre il coinvolgimento di scuole, famiglie e docenti. Il
friulano, deve trovare una strategia operativa anche negli enti
locali, dalla cartellonistica al bilinguismo visivo. Il 23% dei
parlanti friulano a Gorizia deve essere un punto di partenza, per
arrivare a un coinvolgimento sempre più ampio di fasce di
popolazione giovane".
Per Celotti "la lingua friulana, insieme alle altre minoranze
linguistiche, è fondamento della specialità regionale. Per questo
il Piano triennale avrebbe meritato maggiore condivisione in
Consiglio e l'audizione dei soggetti chiamati a renderlo
operativo. Pur ringraziando enti e associazioni impegnati ogni
giorno nella tutela del friulano, chiediamo si dedichi del tempo
in commissione per approfondire scenari e criticità, a partire
dal ruolo delle istituzioni, che devono promuoverne con più forza
l'uso quotidiano".
La consigliera evidenzia inoltre due problemi: "L'eliminazione
dei criteri premiali nei bandi cultura per le attività in
friulano e la questione irrisolta dell'informazione radio-tv in
lingua friulana da parte della Rai, affrontata in modo troppo
debole nel Piano. La Regione dovrebbe aprire un confronto deciso
a livello nazionale, sul modello della Provincia autonoma di
Bolzano, puntando a una convenzione specifica e a un'azione
politica trasversale".
A detta di Pozzo, "il Piano predisposto da Arlef contiene
elementi positivi: promuove la partecipazione dal basso
coinvolgendo realtà sociali, luoghi di cura e di lavoro. Inoltre
valorizza le tecnologie, punta al potenziamento dell'insegnamento
con progetti strutturali per i giovani, sostiene programmi
radiofonici e televisivi, anche grazie a risorse condivise in
legge di stabilità; rafforza la rete tra associazioni e
territorio". Tuttavia, continua "restano alcune criticità:
maggiore coinvolgimento degli attori impegnati nella tutela del
friulano, il venir meno dei criteri premiali nei bandi cultura e
i ritardi nell'erogazione delle risorse alle associazioni".
Il dem conclude citando l'editoriale de "La Vôs dai Furlans", che
"ha parlato della speranza che il friulano non sia considerato un
panda da tutelare, ma sia una lingua normale, che si usa in modo
naturale, portando avanti cultura, storia, tradizioni, economia.
Una lingua pienamente viva".
ACON/COM/rcm