SESSIONE EUROPEA. BUDAI (LEGA): UE ADOTTI APPROCCIO PIÙ PRAGMATICO
(ACON) Trieste, 4 mar - "L'Europa deve adottare un approccio più
pragmatico: crescita lenta ma costante, investimenti nella
ricerca e sviluppo di una filiera autonoma delle materie
critiche. Tutelare l'ambiente è fondamentale, ma difendere
lavoro, industria e competitività lo è altrettanto. Inoltre, non
si può programmare piani a lungo termine senza tenere conto della
realtà economica e geopolitica in continua evoluzione".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Lega Fvg,
Alberto Budai, a margine della seduta della IV Commissione
sull'esame dei documenti della Sessione Europea 2026.
Sul tema della casa, Budai sottolinea come "i dati più recenti
evidenzino una fase di contrazione del mercato degli affitti
brevi: a fronte di 9,6 milioni di seconde case in Italia, solo
580.000 risultavano interessate dagli affitti brevi nel 2024 e
appena 250.000 con utilizzo continuativo. Negli ultimi mesi
abbiamo registrato un calo del 7%. Dopo l'entusiasmo iniziale, il
mercato si sta assestando su una domanda reale stimabile attorno
alle 300.000 unità".
Secondo il consigliere "il nodo centrale resta però la certezza
del diritto: pur nella consapevolezza che ogni sfratto è una
tragedia umana specialmente se legato a questioni economiche, la
mancanza di garanzie sui tempi e sulle modalità di esecuzione
degli sfratti sta bloccando l'immissione sul mercato di circa un
milione di abitazioni che potrebbero essere destinate agli
affitti ordinari. Garantire regole chiare significherebbe
sbloccare immediatamente una parte consistente del mercato".
Passando al tema ambientale ed energetico, Budai evidenzia "la
necessità di una riflessione sulle politiche industriali europee:
abbiamo perseguito una politica green senza costruire
parallelamente una filiera industriale autonoma delle materie
prime critiche né una solida industria del fotovoltaico o delle
batterie. In pochi decenni abbiamo perso una leadership
tecnologica che l'Europa aveva consolidato".
In questo contesto, il consigliere richiama anche le recenti
dichiarazioni provenienti dai vertici di Stellantis: "La scelta
di sviluppare un nuovo motore diesel Euro 7 su base Fire in
Italia dimostra che forse la transizione è stata affrontata con
tempistiche e rigidità eccessive rispetto alle reali capacità
industriali europee".
"L'Europa dovrebbe tornare a sviluppare una propria filiera di
materie critiche che servono per la transizione energetica per
riuscire tecnologicamente a svilupparsi e a contrastare tutto ciò
che arriva dall'estero e che rischia di insediare la propria
industria. Non è più solo un discorso di transizione energetica,
dobbiamo badare alla sopravvivenza della nostra industria e del
nostro mercato del lavoro", conclude Budai.
ACON/COM/sm