8 MARZO. CAPOZZI (M5S): BASTA PAROLE, URGONO SCELTE POLITICHE FORTI
(ACON) Trieste, 7 mar - "La Giornata dell'8 marzo non può e non
deve costituire soltanto una semplice giornata di celebrazione o
un banale momento di retorica. Deve invece concretizzarsi, prima
di tutto, in un momento di doverosa verità e di concreta
responsabilità politica".
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle)
anticipa di 24 ore le tradizionali celebrazioni legate alla
"Giornata internazionale della Donna" e, affidando il suo
pensiero a una nota stampa, specifica che "i femminicidi che
continuano a verificarsi nel nostro Paese, e quanto accaduto
recentemente anche nella nostra regione facendola balzare
tragicamente al centro delle cronache nazionali, ci ricordano
oggi più che mai come la violenza contro le donne debba essere
considerata un'emergenza reale e quotidiana".
"Di fronte a queste tragedie - aggiunge l'esponente pentastellata
- non bastano più dichiarazioni di circostanza o gesti simbolici.
Serve invece un impegno politico tangibile, costante e
misurabile: perché ogni donna uccisa rappresenta una sconfitta
per l'intera società e per le istituzioni che hanno il dovere di
prevenire tali massacri".
"È perciò necessario - dettaglia Capozzi - rafforzare in modo
deciso i servizi di prevenzione e sostenere con risorse adeguate
i centri antiviolenza e le case rifugio, garantendo che ogni
segnale di pericolo venga preso sul serio e affrontato
tempestivamente".
"La risposta, tuttavia, deve essere anche culturale e politica: è
di fondamentale importanza - auspica la rappresentante del M5S -
investire con continuità sull'educazione al rispetto, sulla
parità tra uomini e donne e sul contrasto a ogni forma di
discriminazione e di violenza di genere".
"L'8 marzo deve rivelarsi quindi un richiamo forte alle
responsabilità di tutti. Le istituzioni, a ogni livello, devono
dimostrare con i fatti - conclude Capozzi - che la lotta alla
violenza sulle donne è ormai diventata una priorità assoluta: non
possiamo più permettere che altre donne perdano la vita per mano
di chi, al contrario, diceva di amarle".
ACON/COM/sm