SALUTE/2. III COMM: SERVONO STRATEGIE PIÙ CHIARE E FOCUS LISTE ATTESA
(ACON) Trieste, 10 mar - Attenzione alle liste d'attesa e
strategie più chiare per ridurre gli spostamenti dei pazienti
verso altre regioni sono state alcune delle richieste avanzate,
durante il dibattito in III Commissione, dai consiglieri.
Per Massimiliano Pozzo (Pd) è "positivo che il sistema sanitario
mostri una crescita nella produzione dei servizi, segnale di uno
sforzo organizzativo. Resta, però, da capire quanto sia possibile
aumentare ulteriormente questa capacità e se nel settore della
riabilitazione persistano criticità legate alla carenza di
personale".
"La vera scelta politica è decidere se investire nel sistema
sanitario pubblico oppure continuare a rafforzare il privato
convenzionato", ha osservato la collega di partito, Manuela
Celotti, secondo la quale non si "può pretendere che l'efficienza
passi soltanto dal privato senza valorizzare il lavoro dei
professionisti del servizio sanitario regionale".
Ancora dal Pd, secondo Nicola Conficoni servirebbe, invece,
"maggiore attenzione al territorio del Friuli Occidentale,
particolarmente esposto alla concorrenza del Veneto, rafforzando
la competitività locale e affrontando in maniera più incisiva il
problema delle liste d'attesa, che resta molto sentito dai
cittadini".
"Audizione utile, ma è necessario un ulteriore confronto per
definire strategie più chiare", ha commentato la dem Laura
Fasiolo, invitando a trovare un "equilibrio tra riorganizzazione
della rete ospedaliera e mantenimento di servizi specialistici di
qualità, valorizzando anche le strutture che già registrano
volumi di attività elevati e competenze consolidate".
Più critico Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), secondo il quale
"dall'audizione non è emersa una chiara strategia politica sulla
sanità regionale, mentre sarebbe necessaria maggiore chiarezza
sul futuro degli ospedali di rete e sulle possibili partnership
pubblico-private, così come potenziare i servizi d'intervento
ortopedico rivolti agli anziani".
"Invito alla cautela nell'interpretazione dei dati" da Serena
Pellegrino (Avs), osservando che "la diminuzione dei pazienti che
si curano fuori regione potrebbe dipendere anche dal fatto che
molti non riescono a sostenere i costi aggiuntivi necessari per
curarsi altrove e restano quindi in attesa delle cure in Friuli
Venezia Giulia". Pellegrino ha chiesto risposte concrete su
accesso alle cure, rimborsi, trasporti e servizi nelle case di
comunità, denunciando il rischio che gli abitanti delle aree
montane vengano trattati come cittadini di serie b.
Dai banchi della Maggioranza, Moreno Lirutti (Fp) ha sollecitato
una "ricostruzione storica del fenomeno, collegandolo anche alla
chiusura del reparto di ortopedia protesica del presidio
ospedaliero Gervasutta di Udine", e ha proposto "di valutare il
possibile utilizzo degli spazi liberi dell'ospedale di Palmanova
per rafforzare l'attività protesica".
Per Lucia Buna (Lega) "è necessario rafforzare il ruolo delle
strutture già presenti sul territorio, così da ridurre le liste
di attesa e limitare gli spostamenti dei pazienti verso altre
regioni, garantendo cure efficaci e accessibili attraverso
un'integrazione equilibrata tra sistema pubblico e strutture
private accreditate".
La collega di partito, Maddalena Spagnolo, ha sottolineato "la
necessità di disporre di dati più tempestivi e di rafforzare la
specializzazione delle strutture".
Intervenendo nel dibattito, l'assessore Riccardi ha spiegato che
"la Giunta sta lavorando per ridurre il ricorso alle cure fuori
regione, in particolare migliorando appropriatezza delle
prescrizioni e capacità diagnostica" e che "negli ultimi anni
sono stati avviati interventi organizzativi che stanno
progressivamente producendo risultati in positivo". L'assessore
ha inoltre espresso una valutazione positiva sugli indirizzi
della riforma sanitaria nazionale, che punta "su specializzazione
degli ospedali e rafforzamento della rete territoriale",
ribadendo "la disponibilità a un confronto politico basato su
dati completi".
2 - fine
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