SALUTE. CELOTTI (PD): PIÙ FORZA AL PUBBLICO CONTRO FUGA PAZIENTI
(ACON) Trieste, 10 mar - "Le mancate risposte nell'audizione
odierna non hanno affatto contribuito a fare la sperata chiarezza
su come la Regione intende frenare la fuga di pazienti fuori dal
Fvg. E non è stato detto, nonostante le ripetute domande, se la
crescita della produzione registrata in Friuli Venezia Giulia
rispetto ad alcuni tipi di prestazioni, che dovrebbe limitare la
fuga dei pazienti fuori regione, sia stata coperta dal pubblico o
dal privato accreditato". Lo afferma, in una nota, la consigliera
regionale Manuela Celotti (Pd), a margine dell'audizione in III
Commissione dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli
orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo.
"Da quanto ci risulta, per determinate prestazioni, come quelle
di chirurgia protesica, già oggi la maggior parte degli
interventi vengono realizzati dal privato convenzionato e non più
nel pubblico, che invece si occupa della traumatologia" continua
Celotti, secondo la quale "è facile intuire come questo tipo di
dinamiche contribuisca a rendere meno attrattivo il pubblico
rispetto al privato per i giovani professionisti".
"Ma se l'obiettivo è quello di arginare la fuga fuori regione -
incalza la consigliera - la vera domanda è se si intenda allora
farlo potenziando il sistema pubblico oppure dando forza al
privato accreditato e attivando i famosi partenariati
pubblico-privati, che sono in corso di valutazione per gli
ospedali di Latisana, Spilimbergo e per Gemona. Non se ne può più
di sentire che l'unica soluzione ai problemi della sanità è un
maggior ricorso al privato".
Inoltre, conclude Celotti, "non è possibile analizzare i dati
della fuga fuori regione senza connetterli con due altri dati
significativi, ma che ci si è ben guardati dal citare: il taglio
dei posti letto negli ospedali di base, che di fatto ha
depotenziato la risposta di salute di questi ospedali (e guarda
caso una quota importante di fuga riguarda i ricoveri
ospedalieri), e le oltre 3.000 dimissioni volontarie di personale
sanitario registrate in questi ultimi sei anni, che hanno fatto
perdere al sistema professionisti e professioniste competenti,
solo in parte sostituiti da giovani medici".
ACON/COM/aa