TAGLIAMENTO. CAPOZZI (M5S): NUOVI DATI SCIENTIFICI PER SCELTE SERIE
(ACON) Trieste, 11 mar - "Chiediamo con estrema urgenza che,
finalmente, si proceda a un concreto cambio di metodo. Meno
annunci e meno improvvisazione, dunque; ma anche maggiore
responsabilità nelle scelte che riguardano il futuro del
Tagliamento e la sicurezza delle comunità che vivono lungo questo
fiume: cittadini che meritano scelte serie e fondate sulla
scienza". Lo dichiara apertamente, affidando il suo pensiero a
una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), prendendo nuovamente la parola sul delicato
tema legato al fiume Tagliamento, quest'oggi oggetto dei lavori
della IV Commissione permanente.
"La relazione scientifica presentata dal professor Andrea Rinaldo
- aggiunge l'esponente pentastellata, facendo riferimento a
quanto già espresso in aula, alla luce delle audizioni dedicate
al Piano di gestione del rischio alluvioni -mette finalmente nero
su bianco come, negli ultimi anni, la discussione pubblica e
istituzionale si sia concentrata su ipotesi di opere, sbarramenti
e interventi strutturali, senza tuttavia aggiornare prima le basi
scientifiche sulle quali valutare il rischio reale delle piene".
"Oggi la comunità scientifica è invece concorde - precisa Capozzi
- nel ritenere superata l'ipotesi di un clima stabile sulla quale
si fondano molti dei modelli idrologici utilizzati finora. Il
cambiamento climatico sta modificando profondamente la frequenza
e l'intensità degli eventi estremi, rendendo inadeguati parametri
e statistiche costruiti sul passato".
"Continuare a richiamarsi alla piena del 1966 come riferimento di
progetto - prosegue il comunicato, basato anche sui quesiti
presentati da Capozzi stessa al professor Rinaldo - significa
ignorare questa realtà. Senza una ridefinizione della piena di
progetto vista alla luce dei nuovi scenari climatici, perciò,
qualsiasi scelta sulle opere rischia di poggiare su basi fragili,
se non addirittura sbagliate".
"Il dato politico pare ormai evidente: anni di discussioni,
tavoli tecnici e annunci - sottolinea ancora la rappresentante
del M5S - non hanno prodotto risultati. Cioè, un aggiornamento
serio e scientificamente fondato delle analisi idrologiche del
bacino del Tagliamento. Si è così alimentato un dibattito spesso
ideologico, mentre la questione scientifica centrale rimaneva
purtroppo irrisolta".
"La relazione del professor Rinaldo - spiega Capozzi - indica ora
con estrema chiarezza la strada da seguire, partendo da un
principio elementare: prima si definisce scientificamente il
rischio reale di piena, poi si decide come intervenire
rispettando il fiume Tagliamento. E non il contrario. Qualsiasi
decisione su opere e interventi, infatti, va preceduta da una
ridefinizione degli eventi estremi, da un aggiornamento dei
modelli idrologici e dalla costruzione di scenari realistici che
tengano conto del cambiamento climatico".
"Continuare a rinviare questo passaggio - conclude la consigliera
- significa discutere di opere costose e potenzialmente
impattanti, senza però aver prima definito con rigore scientifico
il problema che si intende risolvere. Perdendo così non solo
altro tempo, ma rischiando anche di impegnare ingenti risorse
pubbliche su interventi che potrebbero, al contrario, rivelarsi
inefficaci. Oltre a compromettere in modo irreversibile uno dei
sistemi fluviali inestimabili d'Europa".
ACON/COM/aa