SALUTE. FASIOLO (PD): NELL'ISONTINO NIENTE PUNTI D'ASCOLTO PER GIOVANI
(ACON) Trieste, 25 mar - Nell'Alto e nel Basso isontino non
esistono punti di ascolto per i giovani nei consultori e
l'assessore Riccardi non ha dato sufficienti garanzie che si stia
rimediando a questa situazione sbilanciata nel territorio gestito
da Asugi". Sono i concetti espressi, in una nota, dalla
consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) in replica alla risposta
dell'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, alla sua
interrogazione su "Disagio giovanile in Friuli Venezia Giulia:
rafforzamento dei servizi di counseling e superamento delle
disuguaglianze territoriali".
"In altre parti del territorio regionale - continua Fasiolo
-questi punti di ascolto sono stati attivati, ma qui non ci siamo
proprio. Invece è importante che i giovani sappiano a chi
rivolgersi e con chi parlare quando hanno problemi. Devono
esserci le strutture e il personale, si deve potenziare la
presenza dello psicologo in tutto l'Isontino. Torniamo a
chiederlo perché Riccardi descrive le nuove misure che riguardano
i giovani e in particolare le famiglie, ma rimangono inevasi
aspetti importanti".
Il presidio del territorio, spiega Fasiolo, "è indispensabile per
dare la possibilità ai nostri giovani di avere un contatto
diretto con lo psicologo, di far fronte a problematiche diverse,
come disturbi del comportamento alimentare, sessualità,
assunzione di sostanze psicotrope".
"Positivo che l'assessore condivida il nostro approccio
sull'importanza della prevenzione per intercettare segnali di
disturbo attraverso il mondo della scuola e da prima ancora delle
primarie, ma proprio per questo - rimarca la consigliera dem -
chiedo di monitorare la situazione in una parte di Asugi che
rimane ancora un territorio a sé, distante da Trieste".
Fasiolo conclude ricordando di aver illustrato nella propria
interrogazione "le problematiche del disagio giovanile,
evidenziando come tali problematiche investono molteplici ambiti
della salute e del benessere, includendo disturbi
comportamentali, fragilità nella sfera affettiva e sessuale,
dipendenze, fenomeni di violenza, bullismo e discriminazione", e
di aver segnalato anche delle "criticità di sistema, tra cui
l'accesso disomogeneo ai servizi sul territorio regionale,
attualmente concentrati in alcune aree, che risultano così in
contrasto con i principi di equità sanciti dalle leggi regionali
n. 27/2018 e n. 22/2019".
ACON/COM/aa