SESSIONE EUROPEA. CR UNANIME SU DIGITALE, RICERCA, POLITICHE SOCIALI
(ACON) Trieste, 25 mar - Il Consiglio regionale ha approvato
all'unanimità la risoluzione sulla Sessione europea 2026 che
definisce gli indirizzi con cui la Regione contribuirà alla
formazione delle politiche e delle norme dell'Unione europea.
Il testo, elaborato dalla V Commissione presieduta da Diego
Bernadis (Fp), sarà trasmesso al Parlamento e agli organismi
legislativi e rappresentativi dell'Ue e si inserisce nelle
quattro priorità del programma di lavoro della Commissione
europea per il 2026: prosperità sostenibile e competitività,
sostegno alle persone e al modello sociale, qualità della vita e
tutela della democrazia.
Tra gli ambiti strategici indicati nel testo figurano la
semplificazione e la digitalizzazione degli appalti pubblici; lo
sviluppo dell'intelligenza artificiale e del digitale, con
particolare attenzione alla sovranità dei dati, all'open source e
agli impatti etici e ambientali; il rafforzamento della ricerca e
dell'innovazione; la promozione dell'economia circolare e della
resilienza climatica; la gestione sostenibile delle risorse
idriche; il sostegno a un turismo sostenibile; politiche
abitative più efficaci capaci di rispondere al tema
dell'accessibilità alla casa; la qualità del lavoro e della
formazione, con misure a sostegno della conciliazione tra vita e
lavoro e della formazione permanente; infine, il sostegno alle
Pmi agricole e la tutela delle produzioni di qualità.
Il documento esprime anche una posizione critica nei confronti
della proposta di quadro finanziario pluriennale dell'Ue
2028-2034, sottolineando la "necessità di salvaguardare il ruolo
delle Regioni nella definizione e nell'attuazione delle politiche
europee, in particolare nei settori della coesione,
dell'agricoltura e della pesca, evitando eccessivi accentramenti
a livello nazionale".
Tra gli emendamenti accolti dall'Aula figurano la proposta di
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) "per la valorizzazione attiva e
dignitosa delle persone anziane" e quella di Marco Pisani (Ssk)
per "il rafforzamento delle politiche europee a tutela delle
minoranze linguistiche".
Nel corso del dibattito, Rosaria Capozzi (M5S) ha sottolineato
che "la risoluzione rappresenta una scelta politica importante,
perché consente alla Regione di incidere sulle decisioni europee
in materie strategiche per il territorio".
Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha insistito
sulla "necessità di mantenere un decentramento forte, così da
garantire ai territori e alle comunità locali un ruolo reale nei
processi decisionali", richiamando anche "il rischio, in una fase
storica particolarmente delicata, di una crescente
militarizzazione dell'economia".
Per Serena Pellegrino (Avs) "bene la risoluzione, ma servono più
attenzione e impegno su tre fronti: l'accordo Mercosur, che
rischia di penalizzare le filiere produttive, la giustizia
sociale nella transizione ecologica e il tema della casa, sempre
più urgente".
Laura Fasiolo (Pd) ha osservato che "il documento resta ancora
troppo debole sul tema della parità di genere che dovrebbe,
invece, essere affrontato in modo più incisivo e trasversale,
come criterio da integrare in tutte le politiche e le scelte
legislative, dal lavoro alla leadership, dalla ricerca
all'innovazione".
Secondo Andrea Cabibbo (FI) "la risoluzione rafforza il ruolo del
Fvg nelle politiche europee, puntando su innovazione, istruzione,
ambiente, crescita e coesione sociale".
Per Manuela Celotti (Pd) "il testo va nella direzione giusta, ma
restano alcuni punti da rafforzare: una transizione energetica
necessaria che non può però prescindere dal ruolo dei territori;
un sistema di welfare più forte per affrontare la crisi
demografica e sostenere famiglie e donne e una più marcata
attenzione alle questioni ambientali, a partire dalla
rinaturalizzazione dei fiumi e dal caso Tagliamento".
ACON/SM-fc