SALUTE. CELOTTI (PD): CDX ASSUMA RESPONSABILITÀ CRISI MEDICINA INTERNA
(ACON) Trieste, 25 mar - "Il fatto che dopo otto anni di
governo il Centrodestra continui a scaricare la responsabilità di
quello che non funziona nella sanità sul Centrosinistra è
quantomeno ridicolo. Il taglio dei posti letto si è verificato
dopo il 2019, cioè in epoca Fedriga-Riccardi". Lo afferma in una
nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), replicando
alla risposta dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, all'interrogazione relativa alla "riduzione dei posti
letto in medicina interna e l'insufficiente sviluppo delle
alternative territoriali con un impatto sull'assistenza ai
pazienti fragili".
"I dati forniti dalla Regione - riporta Celotti - dicono che i
posti letto negli ospedali pubblici sono calati nelle medicine ma
anche nelle chirurgie e nelle ortopedie. Ma il dato più eclatante
è che le dimissioni dagli ospedali della regione risultano calate
di circa 17mila unità nel confronto fra il 2024 e il 2019. In
modo particolare nelle medicine (-8.000). Cala quindi il volume
di attività degli ospedali".
Dunque, ribadisce la dem, "se si vuole ridurre i posti letto
negli ospedali, che sono 3 ogni 1.000 abitanti e quindi già al
limite, allora bisogna prima potenziare in modo importante i
posti di cure intermedie, che sono oggi 0,4 ogni 1.000 abitanti e
dovrebbero essere invece allo 0,7. Altro che obiettivi nazionali
superati. Anche perché gli ospedali di comunità, per stessa
ammissione dell'assessore, assorbiranno gli attuali posti di rsa,
ma noi abbiamo bisogno di moltiplicare questi posti, non solo
cambiare la targhetta sulla porta, se vogliamo passare, dopo otto
anni, dalle parole ai fatti".
E ancora, "in Asufc risulta che i tagli ci siano stati eccome,
basti pensare a Codroipo, Gemona, Tarcento" continua la
consigliera, annunciando "un'ulteriore interrogazione per capire
se a fronte del calo dei volumi di attività degli ospedali e in
particolare delle medicine, sono aumentati i ricoveri nelle Rsa e
quanti posti di cure intermedie erano presenti nel 2019, quanti
nel 2025 e soprattutto dove sono aumentati e dove sono diminuiti.
Non dimentichiamoci che questi posti per rispondere davvero a una
popolazione sempre più anziana, con un aumento della cronicità e
della complessità clinica, dovrebbero accogliere sia le persone
in dimissione dai reparti ospedalieri, ma che non sono ancora in
grado di tornare a casa, sia quelle presenti sul territorio, alle
quali potrebbe essere evitato un ricovero in ospedale se ci
fossero soluzioni alternative".
"Se duplichiamo la funzione, bisogna necessariamente aumentare i
posti e bisogna farlo in modo considerevole e diffuso sul
territorio e magari senza tagliare ancora sugli ospedali.
Smettiamola quindi, dopo otto anni di governo della Regione -
chiude Celotti -, di scaricare colpe in modo ridicolo e di
esagerare i risultati raggiunti, perché di lavoro da fare ce n'è
davvero ancora molto e nel confronto con le Regioni virtuose
siamo forse al recupero, e su alcuni circoscritti temi, non certo
al sorpasso".
ACON/COM/rcm