IRAN. PELLEGRINO (AVS): CDX RITIRA MOZIONE PER EVITARE DISCUSSIONE
(ACON) Trieste, 25 mar - "La maggioranza in Consiglio regionale
ha scelto la strada più semplice: non discutere la mozione sulla
situazione in Iran, che avrebbe potuto essere approvata senza
alcuna difficoltà con i soli voti della maggioranza. È stata
fatta saltare, evitando un confronto serio e trasparente in
Aula." Così, in una nota, la consigliera Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra).
"Eppure il testo originario - spiega Pellegrino - impegnava la
Regione a esprimere solidarietà al popolo iraniano, a chiedere la
cessazione delle esecuzioni capitali, il rilascio dei
manifestanti detenuti e il rispetto dei diritti umani. Un atto
che avremmo appoggiato, ma che necessitava di un'attualizzazione,
visto l'attacco militare congiunto di Usa e Israele del 28
febbraio."
"Non si trattava di stravolgere il senso della mozione - continua
l'esponente di Opposizione - ma di aggiornarla a una realtà
profondamente cambiata. Accanto alla condanna della repressione
interna in Iran, veniva richiamata l'escalation internazionale
seguita all'attacco del 28 febbraio, definito una violazione del
diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, e si
chiedeva una presa di posizione netta anche sulle responsabilità
esterne al conflitto. In questo contesto, gli impegni venivano
ampliati fino a includere iniziative da parte dell'Unione
Europea, come la sospensione dell'accordo di associazione con
Israele, il blocco delle forniture di armi e l'adozione di
sanzioni, con una presa di posizione più ampia di politica
internazionale".
"La verità è evidente - osserva Pellegrino - : non c'è stata
alcuna volontà di arrivare a un atto condiviso. Se davvero
l'obiettivo fosse stato quello di sostenere il popolo iraniano,
la mozione sarebbe stata discussa e votata. Invece si è preferito
evitare il confronto, dimostrando che il tema dei diritti e delle
libertà in Iran è stato utilizzato più come strumento di
propaganda che come reale priorità politica".
"È politicamente grave - conclude Pellegrino - che, di fronte a
una popolazione che continua a subire repressione, violenze e
privazioni dei diritti fondamentali, si scelga di fare un passo
indietro pur di non affrontare un dibattito complesso".
ACON/COM/rm