LINGUE MINORITARIE. AULA, SÌ A MOZIONE PER RATIFICA CARTA EUROPEA
(ACON) Trieste, 25 mar - Impegna la Giunta a farsi portavoce,
in tutte le sedi istituzionali opportune, dell'urgenza di
ratificare la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie,
la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale: 37
voti a favore e nessun astenuto.
Adottata dal Consiglio d'Europa nel 1992 ed entrata in vigore a
livello internazionale nel 1998, la Carta europea delle lingue
minoritarie è stata ratifica da 25 Stati dell'Ue. Otto Paesi
l'hanno firmata, tra cui l'Italia, il 27 giugno del 2000, senza
però procedere alla ratifica.
"Un passaggio istituzionale fondamentale e non più rinviabile per
rafforzare il quadro giuridico e politico a sostegno delle lingue
minoritarie - ha ricordato Massimo Moretuzzo (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg), primo firmatario della mozione, che ha
aggiunto: "Questa ratifica ha a che fare con la nostra
specialità. A trent'anni dall'approvazione della legge 15/1996,
che non ha espresso tutte le sue potenzialità perché la Corte
costituzionale ha tolte alcune parti, credo sia giunto il momento
di ampliare i margini di azione che questa Regione ha per la
tutela delle lingue minoritarie, con un lavoro sulle norme di
attuazione che rafforzi gli strumenti legislativi. Il calo
continuo dei parlanti friulano ci dice che bisogna fare di più".
"L'Europa necessita di una politica unitaria in materia di
minoranze, tra i vari stati ci sono moltissime differenze" ha
aggiunto Mirko Pisani (Ssk), sottolineando che "la ratifica di
questa Carta europea è necessaria". "È incredibile che l'Italia
non lo abbia ancora fatto - ha evidenziato Laura Fasiolo (Pd) -
e mi dispiace di non essermi fatta partecipe di questa iniziativa
quando ero parlamentare". Sempre in casa dem, Diego Moretti (Pd)
ha ricordato che "la Specialità della nostra Regione è legata
alla presenza delle lingue minoritarie, riconosciute e tutelate
dalle leggi dello Stato. È importante che si parlino a scuola e
negli uffici pubblici per mantenerle vive. Il rischio è far
morire una lingua nonostante le leggi di tutela", ha concluso.
Per Rosaria Capozzi (M5S) ratificare la Carta europea è un
"intervento di coerenza istituzionale: la tutela delle minoranze
è uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento, parte
integrante dell'identità della nostra regione". "Un patrimonio
straordinario da difendere", ha ricordato Furio Honsell (Open),
ponendo l'accento anche "sul valore cognitivo del
plurilinguismo".
Apprezzamento per la mozione è stato espresso da Mauro Di Bert
(Fedriga presidente) e anche da Markus Maurmair (Fratelli
d'Italia).
Fuori dal coro il capogruppo di FdI, Claudio Giacomelli, che ha
invitato l'Aula a "riflettere sul perché una lunga serie di
Governi, di diverso colore politico, non si sia impegnata fino in
fondo per la ratifica del documento. La Carta europea non
contiene un elenco delle lingue riconosciute e non ha il concetto
di lingua minoritaria storica. Un domani, a fronte di nuove
comunità, altri tipi di Governo con quella Carta potrebbero
legittimamente inserire delle lingue che non sono affatto
storiche né in Italia né in questa regione, imponendo degli
obblighi minimi di tutela", ha concluso.
Di diverso avviso Moretuzzo: "La Carta europea parla di lingue
usate tradizionalmente, non include né i dialetti, né le lingue
dei migranti", ha replicato.
In Aula anche l'assessore regionale Pierpaolo Roberti che,
accogliendo la mozione, ha ricordato i tanti interventi già
portati avanti dal Friuli Venezia Giulia per la tutela delle
lingue minoritarie.
ACON/AA-fc