AGROALIMENTARE. AULA UNANIME SU MOZIONE BUDAI TUTELA PRODOTTI FILIERA
(ACON) Trieste, 26 mar - La tutela dei prodotti della filiera
agroalimentare del Friuli Venezia Giulia si conferma tema
condiviso dall'intero Consiglio regionale che, riscontrando
l'immediato accoglimento da parte della Giunta Fedriga, ha
approvato all'unanimità una mozione sottoscritta da tutti i
Gruppi che impegna il governo Fvg, per quanto di competenza, a
sollecitare Roma e Bruxelles nel modificare le norme sull'origine
delle materie prime dei prodotti agroalimentari.
La mozione, presentata dal Gruppo consigliare della Lega (Alberto
Budai primo firmatario, Antonio Calligaris, Maddalena Spagnolo,
Lucia Buna, Emanuele Ferrari, Giuseppe Ghersinich ed Elia Miani),
mira a introdurre l'obbligo di indicare in etichetta l'origine
delle materie prime e a prevedere l'utilizzo della dicitura Made
in Italy esclusivamente per i prodotti provenienti dal territorio
nazionale.
Come evidenziato in Aula dall'assessore Pierpaolo Roberti,
presente in rappresentanza del collega referente di settore,
Stefano Zannier, "la Giunta accoglie ed esprime parere favorevole
alla mozione. Confermiamo l'intenzione - ha aggiunto, riprendendo
una nota predisposta dallo stesso Zannier - di proseguire
l'azione incentivante a favore delle produzioni agricole e
agroalimentari regionali in un quadro complessivo volto ad
incrementare la sostenibilità, la resilienza e la competitività
del sistema economico, sociale e territoriale. Esempio ne sono
anche i recenti interventi di finanziamento regionale a favore
della promozione agroalimentare regionale, legati a specifiche
produzioni o a panieri di prodotti che si armonizzano e integrano
le analoghe linee di finanziamento nazionali e comunitarie
dedicate al comparto".
"Auspico che questo lavoro possa contribuire a una presa di
coscienza da parte delle istituzioni - ha quindi dichiarato Budai
- orientata alla tutela non solo dell'agricoltura e dell'origine
dei prodotti, ma anche del loro valore culturale e sociale. È
fondamentale garantire la redditività economica del comparto,
anche attraverso un chiaro riconoscimento dell'origine:
consumatori consapevoli possono indirizzare non solo l'economia,
ma anche la socialità e la cultura del Paese".
Nel corso del dibattito, Furio Honsell (Open) ha definito la
proposta "assolutamente condivisibile". Per Massimiliano Pozzo
(Pd), "la trasparenza sull'origine delle materie prime è
necessaria, tanto per le imprese quanto per i consumatori".
Serena Pellegrino (Avs) ha sottolineato come "l'etichettatura
rappresenti il biglietto da visita tra produttore e consumatore:
sempre più persone la leggono e l'indicazione prodotto in Italia
deve essere sostanziale". Sulla stessa linea Rosaria Capozzi
(M5S): "Serve chiarezza sull'origine delle materie prime e
distinguere senza ambiguità tra ciò che è realmente italiano e
ciò che è soltanto lavorato in Italia". Giulia Massolino
(Patto-Civica) ha ribadito che "l'etichettatura è uno strumento
fondamentale di trasparenza". Per Massimo Mentil (Pd) "le
richieste della mozione sono legittime e mirano a difendere un
comparto in difficoltà, sostenendo allevatori e operatori che
continuano a investire in qualità nonostante le criticità".
Sul fronte Maggioranza, secondo Markus Maurmair (FdI)
"l'obiettivo è valorizzare i prodotti e sostenere le aziende
agricole, garantendo al tempo stesso qualità elevata sulle tavole
dei consumatori". Mauro Di Bert (Fp) ha evidenziato come
"l'etichettatura e l'individuazione dell'origine non siano
aspetti formali, ma elementi sostanziali", mentre Michele
Lobianco (Fi) ha parlato di "una mozione che riaccende i
riflettori sul concetto di Made in Italy, con un dibattito da
estendere anche ad altri ambiti". Lucia Buna (Lega) ha richiamato
le esperienze già avviate a livello locale: "Alcune regioni hanno
introdotto marchi territoriali per valorizzare i prodotti
agricoli. Strumenti che rafforzano l'identità dei produttori e
favoriscono la promozione anche oltre i confini nazionali".
ACON/RM-fc