LAVORO. CELOTTI (PD): PARTA DAL FVG AZIONE PER REVISIONE NORMATIVA TFR
(ACON) Trieste, 1 apr - "I problemi legati ai tempi di
pagamento dei Tfr e Tfs e le differenze tra lavoratori del
pubblico e del privato sono evidenti e si trascinano da ormai
troppo tempo. Nonostante questa situazione, più volte denunciata,
manca ancora una soluzione. Chiediamo dunque al presidente
Fedriga, anche a valere sul suo ruolo di presidente della
Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, di
sollecitare il Parlamento e il Governo ad intervenire". Lo
afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd)
che porta in Consiglio la questione del "Superamento delle
disuguaglianze nei tempi di erogazione del tfr/tfs tra settore
pubblico e privato e revisione della disciplina sul cumulo
pensionistico" attraverso una mozione che impegna il presidente
della Regione a intervenire per chiedere una revisione della
disciplina.
Attraverso la mozione, spiega Celotti, "si impegna dunque il
presidente della Regione e la Giunta a chiedere una revisione
della disciplina relativa al Tfr/Tfs dei lavoratori e delle
lavoratrici del settore pubblico, in modo tale da eliminare
l'attuale discriminazione sui tempi di erogazione che penalizzano
i/le dipendenti del settore pubblico rispetto a quelli e quelle
del privato, e ancora di più quanti e quante hanno richiesto di
unificare i contributi versati in diverse gestioni, attraverso la
disciplina del cumulo. Ritengo sia un passaggio dovuto di
correttezza verso i lavoratori e le lavoratrici".
Secondo la consigliera dem "è inaccettabile infatti che oggi in
Italia il diritto al Tfr sia esigibile in due momenti diversi a
seconda del settore in cui si è lavorato. Tutti i lavoratori e le
lavoratrici in quiescenza dovrebbero infatti avere pari diritto
di entrare nelle disponibilità di quegli importi per utilizzarli
sulla base delle proprie necessità e progetti. Non parliamo di
quanti hanno alle spalle delle carriere miste fra settore privato
e pubblico, e avendo usufruito dell'istituto del cumulo devono
però attendere l'anzianità e quindi in diversi casi si trovano ad
avere sospensioni ancora più lunghe".
Proprio per questo, conclude Celotti "crediamo sia fondamentale,
se da Roma non arrivano risposte, che sia la nostra Regione ad
avanzare una richiesta forte e chiara in questo senso".
ACON/COM/aa