AUTOSTRADE AA. PELLEGRINO (AVS): ABBATTERE I COSTI PER I MEZZI PESANTI
(ACON) Trieste, 1 apr - "Le audizioni nelle Commissioni del
Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia rappresentano uno
strumento fondamentale di approfondimento e trasparenza,
permettendo di portare alla luce dinamiche complesse, spesso
tecniche o settoriali, che difficilmente emergerebbero nel
dibattito politico generale, trasformandole in veri e propri
momenti di indagine cruciali per comprendere il 'dietro le
quinte' per le conseguenti decisioni regionali". Così in una nota
la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e
Sinistra), a margine dell'audizione del Consiglio di
amministrazione di Autostrade Alto Adriatico.
"L'audizione era stata da me richiesta quasi un anno e mezzo fa a
seguito di un finanziamento di 95 milioni di euro erogato, senza
discussione nelle Commissioni competenti, durante l'approvazione
della legge di assestamento al Bilancio del 2024 e oggi abbinata
a quella del collega Andrea Carli in I Commissione allargata ai
componenti della Quarta", ci tiene a precisare Pellegrino.
"I referenti di Autostrade Alto Adriatico hanno evidenziato come
nel 2025 la rete abbia registrato un traffico record, superando i
54 milioni di veicoli (di cui oltre il 30% pesanti), mantenendo
tuttavia un tasso di incidentalità inferiore alla media
nazionale. Da quanto emerso - fa sapere la consigliera -, le
iniziative messe in atto hanno manifestato una buona gestione del
bene pubblico, come ad esempio la realizzazione di opere per
mettere in sicurezza tutto il tracciato, inoltre è stato
confermato il blocco dei pedaggi fino a tutto il 2029 e sono
state create le condizioni per ridurre i prezzi del carburante".
"Per contro - prosegue l'esponente rossoverde - ho sollevato la
necessità di una visione d'insieme che consideri la rete non a
comparti stagni, ma come parte di una struttura integrata nel
territorio. Ho segnalato le criticità nei rapporti tra Autostrade
Alto Adriatico e il Mit, evidenziando il rischio di tempi lunghi
per le opere minori, per le quali una riduzione di scala
permetterebbe interventi più celeri. A tal proposito, ho chiesto
se tale problematica sia estesa anche ad altri gestori o limitata
al Friuli Venezia Giulia, ma il presidente Monaco ha sottolineato
che i ritardi sono dovuti agli intoppi burocratici che si
incontrano nel ministero che è aggiornato a 40 anni fa".
"Ho inoltre evidenziato le difficoltà gestionali causate dalla
diversa proprietà della tratta Ud Sud-Tarvisio, che genera
ripercussioni sul traffico pesante, in particolare con le uscite
a Gemona verso il pordenonese, che per ridurre il chilometraggio
e risparmiare il pedaggio gravano sul territorio collinare, in
prevalenza su Majano e San Daniele, dove i rischi di incidenti
sono sempre più alti. Il tema - fa presente Pellegrino - era
stato da me attenzionato anche anni fa con un'interrogazione
parlamentare, quando si prevedeva di realizzare la variante a
Dignano per sgravare il carico pesante di passaggio nella
strettoia del centro del paese, che chiedeva se fosse possibile
ridurre il pedaggio per i mezzi pesanti che anziché uscire al
casello di Gemona, fossero rimasti in autostrada. Ebbene,
all'epoca il Mit rispose dicendo che la competenza era del
gestore regionale. Oggi Autostrade AA, su questo preciso tema, ha
risposto sostanzialmente dicendo che se il bilancio dei mancati
introiti viene ripianano con altre entrate allora la cosa è
fattibile".
"Ecco, la mia risposta è altrettanto chiara: la costruzione di
una nuova strada per sgravare i comuni di San Daniele, ma
soprattutto di Majano, avrebbe un fortissimo impatto economico ed
ecologico e quel denaro risparmiato potrebbe essere utilizzato
per bilanciare gli introiti dei pedaggi di Autostrade AA. Non è
ancora mai stato preso in considerazione un reale studio di
fattibilità che analizzasse questa ipotesi. La determinazione con
cui l'assessora Amirante ha chiuso il suo intervento - conclude
la consigliera - non lascia spazio a soluzioni che siano a zero
consumo di suolo, soluzioni invece che andrebbero anche e
soprattutto a favore della salute di chi abita sul quel tratto
stradale e che decongestionerebbero le arterie urbane ed
extraurbane dal traffico pesante che da San Daniele del Friuli
conducono verso Pordenone, permettendo di far transitare su quei
territori solo i mezzi pesanti che hanno la stretta necessità di
raggiungere quelle aree industriali fuori dal tracciato
autostradale".
ACON/COM/rcm