REGENI. PELLEGRINO (AVS): NO FONDI È BAVAGLIO VICENDA CHE VUOLE VERITÀ


REGENI. PELLEGRINO (AVS): NO FONDI È BAVAGLIO VICENDA CHE VUOLE VERITÀ

07.04.2026
16:45
(ACON) Trieste, 7 apr - "La mancata concessione dei contributi pubblici al film dedicato alla vicenda di Giulio Regeni rappresenta un fatto grave e profondamente inquietante. È un vero e proprio bavaglio su una delle pagine più dolorose e irrisolte della nostra storia recente". Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.

"La storia di Giulio Regeni non può e non deve essere messa a tacere. Parliamo di un giovane ricercatore italiano - rammenta Pellegrino - brutalmente ucciso, dove la verità è ancora negata e la giustizia fatica a compiersi anche a causa delle mancate collaborazioni internazionali. In questo contesto, ogni strumento culturale, ogni opera cinematografica, ogni racconto pubblico rappresenta un faro necessario. Non si può trascurare il fatto che questa vicenda fatica ad avere chiarezza poiché coinvolge anche interessi internazionali. Ignorare il peso che gli affari energetici hanno anche nel legame tra l'Italia e l'Egitto, a partire dallo sfruttamento dei giacimenti di gas da parte di Eni, sarebbe un grave errore. La ricerca della verità e giustizia sulla morte di Giulio Regeni non può più continuare a subire pressioni politiche".

"Come Alleanza Verdi e Sinistra - spiega la consigliera rossoverde - siamo sempre stati in prima linea su questa vicenda anche chiedendo con forza l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, poi effettivamente avviata e guidata con determinazione dall'on. Erasmo Palazzotto, che ha contribuito a tenere alta l'attenzione istituzionale e politica. Non possiamo accettare che logiche di opportunità politica o peggio timori diplomatici possano prevalere sul diritto dei cittadini a conoscere la verità".

"Il ministero della Cultura dovrebbe essere garante del pluralismo e della libertà espressiva, non un filtro che seleziona ciò che è 'opportuno' raccontare. Quanto accaduto riporta l'orologio indietro a 50 anni fa. Da friulana, sento ancora più forte il dovere di richiamare alla memoria un'altra ferita aperta del nostro Paese: quella di Pier Paolo Pasolini. Anche in quel caso, a distanza di decenni, la verità piena sulla sua tragica morte resta incompleta e controversa. Non possiamo permettere - conclude Pellegrino - che la vicenda di Giulio Regeni segua lo stesso destino di opacità e zone d'ombra". ACON/COM/rcm



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)