REGENI. PELLEGRINO (AVS): NO FONDI È BAVAGLIO VICENDA CHE VUOLE VERITÀ
(ACON) Trieste, 7 apr - "La mancata concessione dei contributi
pubblici al film dedicato alla vicenda di Giulio Regeni
rappresenta un fatto grave e profondamente inquietante. È un vero
e proprio bavaglio su una delle pagine più dolorose e irrisolte
della nostra storia recente". Lo dichiara in una nota Serena
Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.
"La storia di Giulio Regeni non può e non deve essere messa a
tacere. Parliamo di un giovane ricercatore italiano - rammenta
Pellegrino - brutalmente ucciso, dove la verità è ancora negata e
la giustizia fatica a compiersi anche a causa delle mancate
collaborazioni internazionali. In questo contesto, ogni strumento
culturale, ogni opera cinematografica, ogni racconto pubblico
rappresenta un faro necessario. Non si può trascurare il fatto
che questa vicenda fatica ad avere chiarezza poiché coinvolge
anche interessi internazionali. Ignorare il peso che gli affari
energetici hanno anche nel legame tra l'Italia e l'Egitto, a
partire dallo sfruttamento dei giacimenti di gas da parte di Eni,
sarebbe un grave errore. La ricerca della verità e giustizia
sulla morte di Giulio Regeni non può più continuare a subire
pressioni politiche".
"Come Alleanza Verdi e Sinistra - spiega la consigliera
rossoverde - siamo sempre stati in prima linea su questa vicenda
anche chiedendo con forza l'istituzione di una Commissione
parlamentare d'inchiesta, poi effettivamente avviata e guidata
con determinazione dall'on. Erasmo Palazzotto, che ha contribuito
a tenere alta l'attenzione istituzionale e politica. Non possiamo
accettare che logiche di opportunità politica o peggio timori
diplomatici possano prevalere sul diritto dei cittadini a
conoscere la verità".
"Il ministero della Cultura dovrebbe essere garante del
pluralismo e della libertà espressiva, non un filtro che
seleziona ciò che è 'opportuno' raccontare. Quanto accaduto
riporta l'orologio indietro a 50 anni fa. Da friulana, sento
ancora più forte il dovere di richiamare alla memoria un'altra
ferita aperta del nostro Paese: quella di Pier Paolo Pasolini.
Anche in quel caso, a distanza di decenni, la verità piena sulla
sua tragica morte resta incompleta e controversa. Non possiamo
permettere - conclude Pellegrino - che la vicenda di Giulio
Regeni segua lo stesso destino di opacità e zone d'ombra".
ACON/COM/rcm