SALUTE. COSOLINI (PD): REGIONE FVG SOSPENDA PAYBACK DISPOSITIVI MEDICI
(ACON) Trieste, 9 apr - "Dopo gli allarmi degli scorsi anni, il
sistema del payback dei dispositivi medici rischia ancora di
creare forti problematiche alle imprese, ma anche possibili
questioni amministrative in cui potrebbe incappare la Regione.
Infatti, l'eventuale accoglimento del ricorso delle imprese
produttrici al Consiglio di Stato potrebbe comportare l'obbligo
di restituzione delle somme percepite. In via cautelativa, è
opportuno che il Friuli Venezia Giulia valuti di sospendere le
compensazioni e l'esecuzione dei crediti a titolo di payback nei
confronti degli operatori economici, almeno fino al
pronunciamento del Consiglio di Stato". A scriverlo in una nota
il consigliere regionale Roberto Cosolini (Pd), che attraverso
una lettera all'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, chiede appunto la sospensione cautelativa delle
procedure di payback dispositivi medici.
"Il payback sanitario sui dispositivi medici - ricorda Cosolini -
è un meccanismo che impone alle imprese fornitrici di contribuire
a pagare gli sforamenti dei tetti di spesa regionale dal 2015 in
poi. In Fvg sono circa 100 le imprese, con più di 500 addetti
oltre all'indotto, che rischiano il tracollo visto che si tratta
di Pmi alle quali sono richiesti importi che spesso sono così
ingenti da superare il fatturato lordo di un anno. Insieme a
questo problema, si potrebbe inoltre determinare una grave
carenza delle forniture di dispositivi medici al servizio
sanitario regionale".
"Accanto a questa situazione - ribadisce il dem - c'è un quadro,
sotto il profilo giuridico, in evoluzione. Nel 2023, il Tar del
Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di
legittimità dell'articolo 9 ter del Dl 78 del 2015 che introduce
appunto il payback, poi dichiarata infondata nel 2024.
Successivamente lo stesso Tar ha definito il contenzioso mediante
sentenze-pilota, respingendo i ricorsi delle imprese e
dichiarando inammissibili quelli contro i provvedimenti
regionali, qualificati come meramente attuativi. Tuttavia
numerose imprese hanno proposto appello al Consiglio di Stato,
chiedendo la sospensione cautelare delle sentenze e dei
provvedimenti impugnati".
"La terza sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza cautelare
(n. 834 del 6 marzo 2026), ha disposto quindi la sospensione
delle sentenze appellate e dei relativi provvedimenti, fissando
l'udienza pubblica per il 24 settembre 2026. Qualora il Consiglio
di Stato desse ragione ai ricorrenti, ci potrebbe essere
l'obbligo di restituire le somme incassate. Resta poi il tema -
conclude il consigliere - di un istituto, quello del payback, di
cui sono evidenti le ricadute pesantissime sulle piccole e medie
imprese obbligate, loro, a tappare gli sforamenti di spesa del
sistema sanitario".
ACON/COM/rcm