GIOVANI. IN VI COMM RICERCA OSSERVATORIO: SERVE PATTO CONTRO SFIDUCIA
(ACON) Trieste, 9 apr - Incerti sul valore che la comunità in
cui vivono attribuisce loro, ma desiderosi di contare e con la
tentazione di cercare altrove le opportunità di realizzazione
personale che in Italia non trovano. È il ritratto dei giovani
d'oggi emerso in VI Commissione del Consiglio regionale durante
l'audizione degli esperti dell'Istituto Toniolo, alla vigilia
della pubblicazione dell'Osservatorio giovani 2026, la ricerca
che l'istituto di studi superiore realizza dal 2012 per conoscere
meglio una componente essenziale della società, presente e
futura.
"Il dialogo, l'analisi, il contributo del mondo della ricerca
sono fondamentali per affrontare in modo consapevole le scelte e
la programmazione delle politiche per il futuro", ha sottolineato
in apertura dei lavori Roberto Novelli (Forza Italia), presidente
della Sesta, che ha scelto di puntare l'attenzione su tre aspetti
della ricerca in particolare: mobilità internazionale, fake news
e l'importanza del mattering, ovvero del sentirsi considerati nel
contesto sociale in cui si vive.
Alessandro Rosina, ordinario di Demografia e statistica sociale
all'Università Cattolica del Sacro cuore, illustrando il focus
sulla mobilità internazionale ha sottolineato che "stiamo vivendo
un momento importante per il nostro Paese e non possiamo perdere
tempo, né sbagliare sulla valorizzazione dei giovani, risorsa
preziosa, in calo, che l'Italia sta sprecando".
Qualche dato: i giovani tra i 15 e i 29 anni costituiscono il
16,5% della popolazione (dati 2023) a fronte di una media europea
del 18%, che scende al 16,4% nella proiezione al 2050. I Neet,
quelli che non studiano né lavorano, superano il 15%, la media
europea è di circa il 12%. Quanto alla scelta di emigrare (in
Germania, Regno Unito e Spagna in primis) non è più solo una
ricerca di avventura, ma la reazione a una sfiducia dovuta alla
carenza di politiche di sviluppo capaci di creare opportunità per
le nuove generazioni.
Significativo il dato di genere: le donne sono le più propense a
partire, spinte da un welfare pubblico carente e dalla difficoltà
di conciliare vita e lavoro. I giovani chiedono un salario
adeguato, ma anche un lavoro che garantisca il benessere
psicofisico. "L'Italia è poco attrattiva. Per uno che arriva ne
perdiamo 9 che vanno all'estero, in Fvg il rapporto è 1 a 10.
Serve un patto con le nuove generazioni - ha concluso Rosina -
che sblocchi il senso di rassegnazione e sfiducia".
Passando all'alfabetizzazione digitale, Elena Marta,
professoressa di Psicologia sociale e di comunità sempre alla
Cattolica di Milano, ha illustrato un esperimento condotto su
ragazzi tra i 12 e i 20 anni, dal quale è emerso che "le
competenze digitali non proteggono dalle bufale. Le fake news
fanno leva sull'emotività e ostacolano un'analisi critica della
notizia". In un mondo che impone risposte rapide, il like esprime
un'emozione che molto spesso i ragazzi fanno fatica a gestire.
C'è una rabbia strisciante nelle giovani generazioni deluse dagli
adulti - ha aggiunto Marta - ed è importante lavorare sulle
emozioni per evitare che divengano visibili nel modo sbagliato".
Dal digitale al mattering. I giovani italiani non sono certi che
la rete sociale in cui sono inseriti comprenda appieno il valore
del loro contributo, spesso riconosciuto solo formalmente e non
di fatto. Una lettura legata anche alla percezione di giustizia
sociale e diseguaglianza economica. Secondo gli esperti, "per
ridare fiducia ai giovani servono esperienze di co-progettazione
reale, dove le nuove generazioni non siano oggetto di politiche,
ma soggetti attivi del cambiamento".
La necessità di "dare fiducia ed essere di stimolo per le nuove
generazioni" è stata sottolineata anche da Massimiliano Pozzo
(Pd): "È importante che arrivi loro il messaggio che possono
incidere, tante difficoltà dei giovani sono le nostre
difficoltà".
Carlo Bolzonello (Fp) ha aperto una riflessione "sui valori di
riferimento delle nuove generazioni, disomogenee al loro interno.
Dobbiamo aiutarli a dare un senso, a individuare diritti e
doveri". "Giustizia sociale, solidarietà, identità orientano il
loro agire - ha replicato Marta - ma hanno bisogno di un terreno
di confronto intergenerazionale, nonostante sentano gli adulti
molto sfuggenti".
Anche la scuola ha un ruolo fondamentale "per aiutare i giovani
ad acquisire fiducia in sé stessi e avere un rapporto positivo
con gli altri", come sottolineato da Laura Fasiolo (Pd), che ha
posto l'accento sull'importanza di percorsi formativi adeguati
per i docenti.
Serena Pellegrino (Avs) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) hanno
parlato di un "quadro sconfortante" per quanto riguarda
rispettivamente la denatalità e i Neet. "Un dato, quest'ultimo,
legato anche al sommerso, che dimostra il fallimento dell'intero
sistema lavoro", ha evidenziato l'esponente di Open.
"In Fvg il numero dei Neet è lontano da quello nazionale", ha
replicato l'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, che
si è soffermata su un altro tema, quello della salute psichica e
della crescita psicologica dei giovani, citando un dato diffuso
da Silvio Brusaferro: "Un ragazzo su due con meno di 18 anni,
negli ultimi 30 giorni ha assunto benzodiazepine; la situazione è
preoccupante, su questo dobbiamo concentrarci di più".
ACON/AA-fc