MINORI STRANIERI. SBRIGLIA (GARANTE): SERVONO PIÙ CITTADINI COINVOLTI
Ribadita necessità tutori volontari per governare immigrazione
(ACON) Trieste, 13 apr - "Grazie all'associazione dei tutori
volontari del Friuli Venezia Giulia che con Donk Humanitariam
Medicine, finanziati dalla Regione, sta portando in modo
itinerante il tema dell'esigenza di accrescere il numero dei
tutori volontari ai quali affidare, con provvedimento del
Tribunale dei minori, quelle ragazze e quei ragazzi stranieri
giunti sul nostro territorio senza i genitori o altre figure
adulte che se ne prendessero cura".
Lo sottolinea il Garante dei diritti della persona per il Fvg,
Enrico Sbriglia, al termine dell'incontro con la cittadinanza
presso la Casa della Musica di Cervignano del Friuli a cui hanno
preso parte anche il sindaco Andrea Balducci, il giudice onorario
dei minori, Andrea Debelli, e il presidente dell'associazione dei
tutori volontari Fvg, Matteo Felci.
"L'evento - spiega Sbriglia in una nota - serviva per stimolare
l'interesse dei cittadini a farsi co-protagonisti nel governo del
fenomeno dell'immigrazione, che non deve essere subito dalla
collettività ma presieduto dalle istituzioni, nel rispetto dei
principi costituzionali di solidarietà e con la necessaria
attenzione a tutti gli aspetti correlati che afferiscono alla
legalità e al rispetto delle regole".
"Sono state raccolte importanti e toccanti testimonianze -
prosegue il garante - da parte di quanti avevano esperienza di
tutori. Si tratta di un impegno civile di altissimo livello
sociale. I tutori volontari, infatti, possono esercitare un ruolo
fondamentale nell'indirizzare al rispetto del vivere civile
quanti, minori provenienti dalle diverse aree del mondo, possono
portare con sé un'interpretazione diversa del modo di vivere
insieme rispetto a quello del Paese ospitante, determinando
rischi di frizioni e conflittualità. Però, se davvero ci si
prende correttamente carico di essi, le cose possono andare
diversamente e i minori trasformarsi in una risorsa reale per i
nostri territori che, purtroppo, stanno vivono una lunga stagione
di spopolamento e invecchiamento".
"Se è doveroso essere generosi con chi, minore, ha una storia di
immigrazione, di abbandono, non poche volte forzato, della
propria terra, di sradicamento dagli affetti familiari e di
comunità - sostiene ancora Sbriglia - è anche corretto attendersi
attenzione e rispetto verso le popolazioni ospitanti".
"I tutori, come i genitori e i fratelli o le sorelle più grandi -
spiega il Garante - si trasformano in una sorta di angeli laici
dei minori, consentendo loro di capire e comprendere le nostre
regole, i nostri usi e le nostre aspettative. Inoltre, i tutori
volontari sono i primi a poter verificare il funzionamento delle
comunità che accolgono i minori stranieri non accompagnati (Msna)
e possono segnalarne le distorsioni, affinché l'importante costo
finanziario che le istituzioni si accollano (circa 120 euro al
giorno per ogni ospite) si traduca davvero in un investimento
sociale e non in un mero profitto commerciale di quanti, semmai,
intendano lucrare sugli stessi".
"Serve superare un approccio pietistico o meramente assistenziale
di aiuto sociale - conclude Sbriglia - applicando invece un modus
operandi pragmatico, rigoroso e attento, in cui l'obiettivo non è
parcheggiare i minori e ridurli a soggetti inanimati e
sottomessi, che non disturbano, bensì aiutarli a essere
responsabili e aperti al vivere civile, rispettando convintamente
il territorio e le sue genti. Così come altrettanto devono fare i
cittadini italiani ed europei, ancorché minori, perché solo così
si diventa davvero Ue e nazione insieme".
ACON/COM/rm