FIESTE PATRIE. PELLEGRINO (AVS): PATRIMONIO DI TUTTI, NON DI PARTE
(ACON) Trieste, 13 apr - "La Fieste de Patrie dal Friûl,
celebrata anche quest'anno nei comuni di Artegna e Montenars,
rappresenta un appuntamento fondamentale per la comunità
friulana. La ricorrenza, che cade ogni 3 aprile, commemora la
fondazione dello Stato patriarcale friulano avvenuta nel 1077,
quando l'imperatore Enrico IV concesse al patriarca Sigeardo
l'investitura feudale, dando vita a un'entità politica autonoma
durata fino al XV secolo".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra), che precisa: "Istituita
ufficialmente con la legge regionale 6 del 2015, durante un
governo di Centrosinistra su iniziativa del primo firmatario
Alessandro Tesini, la festa nasce con l'obiettivo di valorizzare
l'identità, la lingua e la storia di autonomia del popolo
friulano. È importante ribadire con chiarezza che questa
celebrazione non ha alcuna relazione con i recenti dibattiti
sull'autonomia differenziata: si tratta invece di un momento
inclusivo, che appartiene all'intera comunità".
"Organizzata dall'Agenzia regionale per la lingua friulana -
Arlef, la manifestazione - aggiunge Pellegrino - prevede ogni
anno cerimonie religiose, alzabandiera del vessillo friulano ed
eventi culturali diffusi sul territorio, con una 'capitale'
designata annualmente. Le radici della festa risalgono al 1977,
quando ad Aquileia prese forma grazie all'impegno di don
Francesco Placereani (pre' Checo) e don Toni Bellina, insieme al
movimento della Glesie Furlane, che si batté per l'utilizzo della
marilenghe nelle celebrazioni religiose. Parallelamente, numerose
figure del mondo culturale e politico si sono adoperate per la
tutela e la promozione della lingua friulana, tra cui Alessandra
Kersevan e l'on. Silvana Fachin Schiavi, protagonista della
proposta di legge per la tutela delle minoranze linguistiche".
"Nel corso degli anni, la Fieste de Patrie dal Friûl è diventata
un appuntamento consolidato e condiviso, capace di coinvolgere
non solo il territorio ma anche i Fogolârs Furlans nel mondo,
rafforzando il senso di appartenenza e identità. È fondamentale
sottolineare - prosegue l'esponente rossoverde - che questa
giornata non è una semplice rievocazione storica, ma una
celebrazione viva dell'autonomia regionale, della cultura locale
e delle lingue minoritarie. Un patrimonio collettivo che non può
e non deve essere ridotto a strumento di appartenenza politica".
"Eventuali tentativi di appropriazione partitica risultano
fuorvianti e non rispettosi della storia e del percorso culturale
che hanno portato al riconoscimento istituzionale della lingua e
dell'identità friulana. Allo stesso modo - conclude la
consigliera -, è importante non allontanarsi da questa
celebrazione per reazione a tali dinamiche: la sua storia
dimostra chiaramente come sia il frutto di un impegno ampio,
trasversale e condiviso. La Fieste de Patrie dal Friûl resta,
oggi più che mai, un simbolo di identità, inclusione e
valorizzazione culturale, patrimonio di tutti i friulani".
ACON/COM/rcm