CASONI MARANESI. CAPOZZI (M5S): GIUNTA TUTELI PROPRIETÀ PUBBLICA
(ACON) Trieste, 14 apr - "I casoni maranesi costituiscono realtà
di valore storico-culturale e soggette ai limiti normativi
imposti per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria. Non a
caso, il regolamento municipale vigente nel Comune di Marano
Lagunare riconosce ai residenti l'uso civico di pesca e la
facoltà di edificare casoni sulle mote. Anche, ma non solo, per
questi motivi non posso pertanto ritenermi soddisfatta per la
risposta ottenuta dall'assessore regionale competente in materia".
Lo rimarca, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), oggi
impegnata a Trieste nei lavori dell'Assemblea regionale Fvg e
promotrice, nell'ambito delle attività legate alle interrogazioni
a risposta immediata dei consiglieri ai componenti della Giunta,
di una specifica istanza ("Qual è il destino dei casoni di Marano
Lagunare").
"Il riferimento - spiega Capozzi - è alla procedura di vendita
immobiliare all'asta presso il Tribunale di Udine di due casoni
posizionati su mota (che ora risultano venduti sulla base di un
irrisorio valore stimato), in prossimità tra l'isola di
Martignano (detta anche Marinetta) e l'isola di Sant'Andrea.
Quali sono state le azioni intraprese per mantenere pubblica la
proprietà dei casoni di Marano, oggetto di procedura di
liquidazione controllata del Tribunale di Udine?".
"La questione posta - precisa l'esponente pentastellata - non è
meramente formale, né può essere derubricata a una vicenda tra
privati o a un contenzioso tecnico. Piuttosto, ci troviamo di
fronte a beni sui quali gravano fondati e documentati indizi di
uso civico. In definitiva, a un patrimonio che, per sua natura,
richiede una tutela pubblica attiva e non una posizione
attendista".
"Proprio per questo motivo - sottolinea la consigliera - risulta
incomprensibile la scelta della Regione di non esercitare un
ruolo pieno e tempestivo, anche alla luce delle competenze che le
sono attribuite in materia di usi civici. La possibilità di
intervenire, anche in via sostitutiva o attraverso il Commissario
agli usi civici, non costituisce un'ipotesi residuale. Al
contrario, si tratta di uno strumento previsto per evitare
proprio situazioni come quella in esame, in cui il rischio
concreto è la perdita irreversibile di beni collettivi".
"Non intervenire per accertare formalmente la natura giuridica
dei casoni e per sospendere gli effetti delle vendite - evidenza
ancora Capozzi - significa, di fatto, consentire che un
patrimonio potenzialmente pubblico venga alienato con conseguenze
difficilmente reversibili. La Regione, quindi, non può e non deve
limitarsi a prendere atto o a richiamare competenze altrui: ha
altresì il dovere di attivarsi, soprattutto quando emergono
elementi così rilevanti e quando lo stesso commissario agli Usi
civici ha evidenziato criticità sostanziali".
"Per queste ragioni, abbiamo rinnovato con forza la richiesta di
un intervento immediato e concreto, volto - conclude Capozzi -
sia all'accertamento della natura dei beni, sia alla tutela
effettiva degli stessi, evitando che l'inerzia amministrativa si
sostanzi nella perdita di un patrimonio identitario della
comunità maranese".
ACON/COM/sm