PORTI. CR APPROVA MOZIONE BIPARTISAN PER L'AUTONOMIA DEL SISTEMA FVG
(ACON) Trieste, 14 apr - Consiglio regionale unito a difesa
dell'autonomia del sistema portuale del Friuli Venezia Giulia.
L'assemblea ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal
Pd, così come modificata da un emendamento bipartisan, che
impegna il presidente della Regione a farsi parte attiva per
indirizzare il processo di riforma nazionale della governance
portuale, "evitando che Porti d'Italia spa acquisisca competenze
attualmente in capo alle Autorità di sistema portuale,
salvaguardando le loro esigenze di agibilità operativa e
gestionale".
La mozione è stata accolta dalla Giunta Fedriga, rappresentata in
Aula dall'assessore alle Infrastrutture, Cristina Amirante.
"Ognuno di noi ha fatto un passo indietro, rispetto alle mozioni
d'origine, per farne uno avanti tutti assieme a sostegno
dell'Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico Orientale",
ha sottolineato Diego Moretti (Pd). "Raccogliamo le
preoccupazioni trasversali dei territori per questa riforma, che
con la creazione di una società di coordinamento nazionale, Porti
d'Italia, toglie autonomia, risorse finanziare (-40%) e anche
capitale umano alle Autorità di sistema portuale", ha aggiunto il
capogruppo dem, evidenziando anche le novità sul fronte delle
nomine con una maggiore ingerenza da parte del Ministero.
"Era importante trovare un punto di convergenza su quello che
vogliamo per il futuro dell'Autorità di sistema portuale, al di
là delle diverse valutazioni sul possibile schema di riforma
della governance - ha commentato Antonio Calligaris (Lega) -. E
tutti vogliamo che sia mantenuta l'autonomia dei porti di Trieste
e Monfalcone, asset strategico per lo sviluppo economico della
nostra regione".
Durante il dibatto in Aula, anche Roberto Cosolini (Pd) ha posto
l'accento sull'importanza di un pronunciamento unitario
dell'Assemblea per il mantenimento delle competenze e delle
risorse del proprio sistema portuale: "È fuori discussione che
serva una strategia nazionale anche per la logistica e la
portualità per superare frammentazioni, doppioni e investimenti
senza ricadute effettive, ma la deve fare il Ministero, non Porti
spa", ha dichiarato il dem.
Sempre in casa Pd, per Laura Fasiolo "il sistema decisionale deve
rimanere in loco, perché c'è il rischio di cedere identità e
specialità in un settore strategico per il Fvg, anche per lo
sviluppo della retroportualità". Secondo Francesco Russo "la
legge di riforma farebbe particolarmente male al porto di
Trieste, l'unico in Italia ad operare per il 95% su mercati
esteri, diverso da tutti gli altri e che non può, quindi, stare
dentro un'architettura come quella prevista da Porti d'Italia".
Russo ha anche rilanciato una riflessione su un'ipotesi già
dibattuta in passato: "la città-porto o la regione-porto, con una
gestione diretta del sistema portuale e anche della logistica in
una chiave talmente originale che a Roma si fa fatica a
comprendere".
Per Rosaria Capozzi (M5S) "dietro all'obiettivo di rafforzare il
sistema si profila un accentramento di funzione che potrebbe
risultare deleterio per i nostri porti. Rischia di indebolirsi un
modello che ha prodotto risultati concreti, integrato con il
tessuto produttivo e logistico locale, un modello che ha reso il
Fvg competitivo a livello internazionale". "Mettere in
discussione tutto questo è una mossa azzardata - ha aggiunto
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), mentre Giulia Massolino (Patto
per l'Autonomia-Civica Fvg) ha posto l'accento sui fondi che
l'Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico Orientale
andrebbe a perdere: "21 milioni di euro all'anno, con un
trasferimento che, in virtù degli obblighi internazionali del
Trattato di Pace del '47, metterebbe a rischio anche il Porto
Franco".
In chiusura, accogliendo la mozione, "che così come rivista
riassume in maniera importante la stategicità del nostro porto",
anche l'assessore Amirante ha sottolineato la centralità del tema
del mantenimento delle funzioni e dell'autonomia dell'Autorità
portuale.
ACON/AA-fc