PROVINCE. MORETUZZO (PATTO-CIV): FARE REFERENDUM È PREVISTO DA STATUTO
(ACON) Trieste, 14 apr - "Sul ritorno delle Province la Giunta
e la Maggioranza sono evidentemente in difficoltà, probabilmente
si stanno rendendo conto che dal punto di vista tecnico e
giuridico il percorso non è così lineare e soprattutto che alle
persone che vivono in Friuli Venezia Giulia la reintroduzione
delle Province, così come le abbiamo conosciute, non sembra una
grande idea". Lo afferma in una nota il capogruppo del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, dopo averlo dichiarato
anche in Aula durante la discussione dell'interrogazione rivolta
all'Esecutivo regionale sul coinvolgimento delle comunità locali
nei processi decisionali relativi all'assetto istituzionale del
territorio, come previsto dallo Statuto di Autonomia.
"Il fatto che la stessa Giunta regionale abbia inserito
all'articolo 7 dello Statuto di autonomia la previsione di
istituire nuovi enti di area vasta, intese le popolazioni
interessate - fa presente Moretuzzo -, implica una serie di
conseguenze nell'iter amministrativo che devono essere ancora
chiarite. La risposta data in Aula dall'assessore Roberti, per il
quale non serve fare nessuna consultazione popolare, non può
essere considerata esaustiva e, quantomeno, dovranno essere fatti
i dovuti approfondimenti tecnici".
"Oltre che sul piano giuridico, serve un chiarimento anche dal
punto di vista politico", sostiene l'autonomista, che poi si
domanda "perché sia stata inserita nello Statuto la previsione di
chiedere l'intesa delle popolazioni interessate, se poi non si
intende procedere con un referendum consultivo. Se tale
previsione si mette in relazione con le possibili future
modifiche del perimetro delle aree vaste, a maggior ragione
dovrebbe valere per l'istituzione di nuovi enti, che potrebbero
avere composizioni e funzioni diverse dal passato".
"Invito pertanto la Giunta a farsi promotrice di un referendum -
conclude il consigliere - per chiedere agli elettori e alle
elettrici se sono d'accordo con la reintroduzione, con le stesse
caratteristiche e funzioni del passato, di un ente abolito 10
anni fa senza voti contrari in Consiglio regionale. A meno che
non gli manchi il coraggio per confrontarsi con la volontà
popolare".
ACON/COM/rcm