ENERGIA. POZZO (PD): NORME NAZIONALI INDEBOLISCONO TUTELA TERRITORIO
(ACON) Trieste, 14 apr - "Se con la nuova norma nazionale le
Regioni non hanno più facoltà di individuare aree non idonee
all'installazione di impianti, il rischio che avremo è di essere
ancora più deboli nel governo della transizione energetica,
vedendo saltare anche quelle minime limitazioni introdotte dalla
nostra legge regionale di cui si attendeva proprio l'uscita della
cartografia delle aree non idonee". Lo afferma in una nota il
consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd) replicando alla
risposta dell'assessore regionale ad Ambiente ed Energia
all'interrogazione sulla nuova disciplina statale e sui tempi di
pubblicazione da parte della Regione delle aree non idonee.
"Prendiamo atto dalle parole dell'assessore che con la nuova
disciplina statale viene meno un elemento strutturale
dell'impianto della legge regionale del marzo 2025. Quel
tentativo di governare la transizione energetica individuando
aree idonee e aree non idonee, già a nostra detta debole, salta
definitivamente" spiega Pozzo, ricordando che "la nostra norma
cercava di mettere dei paletti per guidare gli impianti
fotovoltaici sul suolo agricolo, gli impianti di accumulo
elettrochimico e gli impianti di biometano, con già diverse
criticità nell'effettiva ricaduta sul territorio".
"Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, sarebbero
dovute uscire le linee guida e la cartografia delle aree non
idonee. Con la nuova norma nazionale - prosegue il dem - le aree
non idonee non esistono più e l'assessore ha dichiarato che
sarebbe controproducente emanare oggi linee guida basate su una
legge regionale che deve essere modificata, annunciando per
quest'estate la finestra auspicata dalla Giunta per portare le
modifiche legislative".
Pozzo riferisce che "in queste settimane diversi Comuni, in
particolare del Medio Friuli e del Collinare, hanno approvato nei
consigli comunali ordini del giorno per chiedere chiarezza
normativa e possibilità di tutelare il territorio".
"Alla luce di quanto abbiamo oggi sentito, esprimiamo tutta la
nostra preoccupazione - dichiara Pozzo -. I Comuni hanno ancora
meno strumenti di prima per gestire le proposte di impianti.
Chiediamo che la Regione valuti come intervenire e si adoperi per
informare gli enti locali, sindaci e funzionari comunali, della
situazione normativa attuale", conclude la nota.
ACON/COM/aa