RESIDENZE ANZIANI. CARLI (PD): IN AREE INTERNE SERVE REGIA REGIONALE
(ACON) Trieste, 14 apr - "La tenuta del sistema socio-sanitario
si misura anche dalla capacità di garantire diritti e servizi
dove è più difficile farlo. È su questo terreno che la Regione è
chiamata a dare risposte concrete nei prossimi mesi in modo da
dare un futuro a servizi come quello di Cimolais. Non si può
quindi giocare solo in difesa, ma serve una programmazione seria
per le aree interne e una regia regionale sulla residenzialità
per anziani". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale
Andrea Carli (Pd), replicando alla risposta che l'assessore
regionale alla Salute ha dato all'interrogazione attraverso la
quale il dem chiedeva "chiarezza sugli interventi per scongiurare
la chiusura della Residenza assistenziale alberghiera di Cimolais
e sugli interventi urgenti per evitare la perdita di servizi
essenziali in area montana".
"Prendiamo atto che l'assessore, nella sua risposta, oltre a
lasciare intendere spiragli positivi per Cimolais, condivida la
necessità di una revisione del sistema generale. All'interno di
questa revisione - precisa Carli - serve però definire un piano e
un'azione celere per evitare che altre strutture chiudano in
breve tempo, soprattutto nei territori montani: a questo
proposito, potrebbe essere utile definire un sistema di incentivi
per favorire l'assunzione di personale nelle case di riposo e
residenze per anziani nelle aree interne". Il cuore di questa
riforma, chiarisca ancora il consigliere , "dovrà mirare a una
forte regia regionale nel sistema delle residenze per anziani nei
territori più fragili, al fine di sostenere i Comuni proprietari
delle strutture".
In riferimento alla struttura di Cimolais, Carli sottolinea che
"con i suoi trentadue posti, rappresenta non solo una risposta ai
bisogni di assistenza degli anziani, ma anche un elemento di
tenuta sociale e occupazionale per l'intera valle, già segnata
dalla chiusura della struttura di Andreis. La chiusura
significherebbe costringere le persone a lasciare il proprio
territorio proprio nella fase più delicata della vita, oltre a
perdere un'opportunità di lavoro e di presidio per la comunità".
"Nel rispondere, l'assessore ha confermato le criticità del
sistema, parlando di un modello ancora troppo centrato sulle
acuzie e non sulla gestione della cronicità e sottolineando la
necessità di rivedere il fabbisogno complessivo dei servizi. È
una diagnosi che condividiamo - commenta l'esponente del Pd -, ma
proprio per questo serve un salto di qualità nelle risposte. Oggi
queste strutture sono lasciate di fatto alla gestione dei singoli
Comuni, che da soli non possono sostenere costi, organizzazione e
difficoltà di reperimento del personale".
"Non si tratta solo di difendere singole strutture, ma di
costruire un modello sostenibile per le aree interne, che tenga
insieme assistenza, lavoro e qualità della vita. Senza un
intervento strutturale della Regione - conclude la nota -, il
rischio è quello di una progressiva desertificazione dei servizi
e delle comunità".
ACON/COM/aa