SCUOLA. BULLIAN (PAT-CIV): PROGRAMMARE CONSIDERANDO CALO DEMOGRAFICO
(ACON) Trieste, 15 apr - "Leggo con stupore la contrapposizione
creatasi fra amministrazione regionale e Ufficio scolastico
regionale: pur ben conoscendo le difficoltà di interlocuzione con
quest'ultimo soggetto statale anche per ricevere semplici dati
attraverso richieste di accesso, credo sia alquanto necessario,
nell'interesse delle istituzioni, superare la conflittualità e
arrivare a un tavolo regionale per una programmazione efficace
dell'edilizia scolastica, del dimensionamento e dei relativi
servizi in linea con il calo demografico generale, ma
considerando le peculiarità in controtendenza di Comuni come
Monfalcone". Lo afferma in una nota Enrico Bullian, consigliere
regionale indipendente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"È evidente che il problema non possa più essere rinviato e che
molti interventi di edilizia scolastica già finanziati dallo
Stato e dalla Regione - rimarca Bullian - siano opinabili e poco
coerenti con i bisogni reali dei territori, mancando una
dettagliata programmazione complessiva. Tuttavia, non basta
prendere atto delle difficoltà: serve affrontarle con decisione,
superando una gestione frammentata e costruendo finalmente una
regia unica sul sistema scolastico regionale. Ad oggi questo
coordinamento manca e le conseguenze si riflettono nella
programmazione, dall'edilizia scolastica all'erogazione dei
servizi".
"Come ricordato dall'assessore regionale, la scuola non è
separata dalla comunità in cui è inserita. Proprio per questo -
aggiunge il consigliere - il calo demografico impone, se vogliamo
essere seri, una non rinviabile razionalizzazione della rete
scolastica che dovrebbe introdurre già l'idea di riconvertire
alcuni plessi in altre strutture pubbliche di cui c'è invece
maggiore necessità".
Inoltre, prosegue Bullian, "considerato il calo demografico e la
necessità di ragionare in prospettiva anche sugli organici,
sarebbe necessario spingere su una revisione dei parametri per la
formazione delle classi, specialmente sulla base di criteri
legati al contesto sociale e territoriale (ad esempio non
italofoni, territori di montagna, piccole comunità). Per questo
ritengo che l'analisi dei fabbisogni vada realizzata sulla base
di una puntuale conoscenza dei territori di riferimento. Penso,
ad esempio, a Monfalcone, Comune caratterizzato da un forte
impatto migratorio, dove si registra in controtendenza una
crescita della popolazione. Qui è necessario un rafforzamento
dell'offerta educativa, dall'infanzia all'insegnamento per gli
adulti, magari riducendo il numero di alunni per classe visto
l'alto numero di studenti con background migratorio, per poter
affrontare al meglio le sfide in un'ottica di integrazione.
Per questo è necessario un cambio di passo".
"La Regione - conclude - deve dotarsi di una visione complessiva
e coerente sul sistema scolastico, capace di rispondere davvero
alle esigenze dei territori".
ACON/COM/rcm