ENERGIA/1. AUDIZIONI IN IV COMM: FOTOVOLTAICO IN CORSA, RETE NON REGGE
(ACON) Trieste, 21 apr - Il vero nodo della transizione
energetica in Friuli Venezia Giulia non è più solo produrre
energia rinnovabile, ma riuscire a metterla in rete in modo
efficiente e tempestivo.
È questo il messaggio emerso in modo trasversale dall'audizione
svoltasi in IV Commissione, presieduta da Giuseppe Ghersinich
(Lega), alla quale hanno partecipato, oltre all'assessore
all'Ambiente del Fvg, Fabio Scoccimarro, i rappresentanti dei
principali gestori regionali del settore chiamati a fare il punto
sulla reale capacità della rete elettrica di assorbire la
crescita delle fonti rinnovabili sul territorio.
A chiedere il confronto è stato Andrea Carli (Pd) che ha posto
l'attenzione su "una criticità emersa con forza negli ultimi
mesi: la rete elettrica del Fvg, in diversi territori, oggi non
sembra in grado di assorbire tutti gli impianti fotovoltaici
realizzati o in fase di sviluppo". Per il consigliere dem "lo
sviluppo degli impianti fotovoltaici deve andare di pari passo
con l'adeguamento della rete elettrica e i limiti
infrastrutturali non possono essere ignorati".
I numeri emersi nel corso dell'audizione restituiscono un quadro
di crescente pressione sul sistema. Sulla rete regionale gestita
da E-sistribuzione "sono connessi 1,6 Gw di impianti da fonti
rinnovabili, di cui 1,25 Gw da solare, con 820 Mw di nuova
potenza connessa dal 2022 al 2025 a fronte di oltre 61.000
richieste processate. Il nodo centrale è la saturazione virtuale:
la rete appare già piena sulla carta per via di migliaia di
richieste accumulate da progetti che, probabilmente, non verranno
mai realizzati".
E-distribuzione ha poi fatto sapere che "al 31 dicembre 2025, su
75 trasformatori At/Mt regionali, 27 risultano in zona rossa,
ossia saturi oltre il 90%, con Udine come provincia più critica,
dove 21 trasformatori su 44 hanno superato la soglia di allerta.
Per far fronte a questo problema è stato redatto un piano da 23
ampliamenti e 14 nuove cabine primarie, per 1,6 Gw di nuova
capacità".
Anche la società Terna Spa ha confermato la pressione sul
sistema: "in Fvg il target 2026, pari a 772 Mw, risulta già
superato con 943 Mw installati nel 2021, mentre il target 2030 di
1960 Mw è già a metà percorso, con circa il 48% raggiunto. Il
vero nodo è, quindi, come si governa la selezione dei progetti, la
loro localizzazione e l'adeguamento delle reti".
Acegas ha illustrato le specificità di Trieste "dove la domanda
elettrica cresce del 5% annuo per i nuovi allacciamenti e del 42%
per le rinnovabili. Il porto è l'elemento di maggiore pressione,
con richieste di connessione per circa 160 Mw che superano il
picco storico della città. Entro il 2050 i consumi potrebbero
salire dagli attuali 615 Gw fino a 800 Gw annui".
Dagli operatori montani è arrivato un messaggio altrettanto
chiaro: Idroelettrica Valcanale, Elettrica cooperativa Alto But e
la cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra hanno concordato
che "nei territori montani la diffusione di piccoli impianti
fotovoltaici in bassa tensione sta già creando problemi,
aggravati dall'assenza di cabine primarie e dai vincoli
autorizzativi". Come ricordato dalla società Alto But, "inoltre,
in alcune zone si produce già più energia di quanta se ne
consumi".
Gli auditi hanno quindi chiesto con forza di "accelerare il
potenziamento della rete, superare la saturazione virtuale delle
connessioni, collegare in modo più stretto la pianificazione
delle nuove aree idonee alla reale disponibilità
infrastrutturale, favorire l'autoconsumo locale e valutare forme
di sostegno pubblico per i futuri investimenti". A questo si
aggiungono anche "la necessità di rafforzare monitoraggio e
digitalizzazione, sostenere i piccoli distributori negli
investimenti necessari e ridurre tempi autorizzativi e criticità
operative".
1 - segue
ACON/SM-fc