ENERGIA/2. DIBATTITO IN IV COMMISSIONE: SERVE PIÙ PIANIFICAZIONE
Assessore Scoccimarro: quadro normativo in continua evoluzione
(ACON) Trieste, 21 apr - Le richieste degli auditi hanno
trovato riscontro anche nel dibattito tra i consiglieri che hanno
sollevato questioni tecniche e politiche di rilievo.
Carli ha definito il quadro emerso "utile, ma anche
preoccupante", sottolineando che "servono nuove cabine e
adeguamenti rapidi".
"Nell'individuazione delle aree idonee agli impianti, la Regione
ha fatto davvero tutto il possibile o ha perso l'occasione di
pianificare meglio, soprattutto in relazione alla vicinanza delle
linee elettriche esistenti?", è stata, invece, la domanda posta
da Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg).
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha allargato la prospettiva,
osservando che "anche ammesso il raggiungimento dei target 2030,
resta poco chiaro dove collocare concretamente i nuovi impianti e
come sostenere lo sviluppo successivo". Il consigliere ha
invitato a ragionare su "orizzonti più lunghi, includendo vettori
alternativi come l'idrogeno verde".
"I ritardi nella rete rischiano di frustrare cittadini e famiglie
che hanno investito nella transizione energetica e di
comprometterne i risultati" ha detto Serena Pellegrino (Avs),
esprimendo proeccupazione sulla legge regionale 2/2025 sulle aree
idonee per le fonti rinnovabili in quanto "trascura strumenti
chiave come lo scambio sul posto e rallenta il percorso verso le
comunità energetiche rinnovabili, aggravate dal peso della
gestione successiva all'avvio".
Rosaria Capozzi (M5S) ha parlato di "chiara inadeguatezza nella
pianificazione infrastrutturale", sostenendo che "la rete andava
rafforzata prima di favorire la crescita delle connessioni".
In replica, la direzione Ambiente e l'assessore Fabio Scoccimarro
hanno difeso l'approccio regionale, definendolo "prudente e
programmato. La norma sulle aree idonee - hanno spiegato - è
stata pensata proprio per evitare il proliferare indiscriminato
di impianti fotovoltaici, fissando criteri precisi e cercando di
non concentrare troppi impianti nei Comuni più fragili o
svantaggiati".
È stato, inoltre, chiarito che "esiste uno scarto fisiologico tra
autorizzazioni e realizzazioni: solo circa la metà degli impianti
autorizzati viene effettivamente avviata in tempi brevi" e che
"il Piano energetico regionale guarda oltre il 2030, fino al
2045-50, ipotizzando un fabbisogno complessivo vicino ai 3 Gw,
con una prevalenza di fotovoltaico e biomasse".
"Il quadro normativo nazionale - ha concluso l'assessore - è
nuovamente in evoluzione e anche il Friuli Venezia Giulia dovrà
adeguare la propria disciplina sulle aree idonee, in un contesto
ancora in continuo cambiamento".
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