ENERGIA. PELLEGRINO (AVS): CARO BOLLETTE PER DIPENDENZA FONTI FOSSILI
(ACON) Trieste, 21 apr - "A seguito dell'audizione dei
rappresentanti dei produttori e distributori di energia elettrica
in Friuli Venezia Giulia, è emerso un quadro duale. Se da un lato
il traguardo delle rinnovabili appare raggiungibile, e in molti
casi anche già raggiunto, dall'altro sussiste una concreta
preoccupazione per la capacità della rete di assorbire l'elevata
produzione, in particolare da fotovoltaico e in parte
dall'idroelettrico. È stata sottolineata la necessità di
ristrutturare le reti, anche tramite contributo pubblico, per
supportare lo sforzo privato finora compiuto nell'installazione
del fotovoltaico e sicuramente anche dei piccoli produttori di
energia da fonte idroelettrica".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra), a margine dell'audizione in IV
Commissione per conoscere la capacità delle infrastrutture di
distribuzione di energia elettrica e la sua implementazione anche
in considerazione dell'aumento della produzione da energie da
fonti rinnovabili.
"Abbiamo iniziato a parlare di fotovoltaico già negli anni '70
del secolo scorso - rammenta Pellegrino -, ma altresì abbiamo
puntato sui pochi e grandi, creando un impatto grave
sull'ambiente stesso. Attualmente, la capacità di assorbimento è
limitata a circa 500 MW, con molte aree regionali vicine alla
saturazione o in oggettiva difficoltà di assorbimento. Tuttavia,
sono previsti interventi di sviluppo che dovrebbero raddoppiare
tale capacità, mentre Terna ci restituisce un quadro di
difficoltà rispetto alla realizzazione di nuove cabine che
possano assorbire e ridistribuire l'enorme energia prodotta,
anche a seguito degli interventi in termine di risorse da parte
del pubblico".
"Nell'area goriziana e triestina, AcegasApsAmga gestisce zone ad
alta richiesta energetica, soprattutto i porti e l'aeroporto. Il
dibattito ha inoltre evidenziato l'importanza del mercato della
flessibilità, dove la gestione dei carichi attivi rispetto a
quelli passivi è cruciale per la stabilità della rete,
specialmente in un contesto in cui la scelta tra mercato libero e
tutelato dipende da un ipotetico profilo del consumatore e da un
rientro dell'investimento del produttore. In Alto Friuli -
prosegue l'esponente rossoverde - piccole realtà locali basate
sull'idroelettrico garantiscono l'approvvigionamento energetico
di gran parte del territorio montano. A questo si aggiunge
l'importante contributo della cooperazione sociale, che
attraverso impianti fotovoltaici diffusi, su tetti e a terra,
fornisce energia rinnovabile a zone di montagna altrimenti
difficili da coprire".
"La legge regionale 2 del 4 marzo 2025, volta a disciplinare le
aree idonee per le Fer in Friuli Venezia Giulia, pur recependo la
normativa nazionale, solleva serie preoccupazioni. È frustrante
assistere alla compromissione di terreni agricoli di pregio senza
peraltro garantire un reale e ottimale sfruttamento del
potenziale energetico regionale. Inoltre, il provvedimento sembra
trascurare strumenti chiave come lo scambio sul posto e
rallentare il percorso fondamentale verso le Cer. Queste ultime -
fa presente la consigliera - sono aggravate dal peso della
gestione dopo il loro avvio, questione da me sollevata da tempo,
avendo interrogato a più riprese la Giunta, che pare solo oggi
comprendere le difficoltà evidenziate".
Pellegrino conclude ricordando che "l'insostenibile caro
bollette, che grava sulle famiglie, è causato dal meccanismo di
calcolo che genera ancora dipendenza dalle fonti fossili e non
certo dalle rinnovabili".
ACON/COM/rcm