ENERGIA. PELLEGRINO (AVS): CARO BOLLETTE PER DIPENDENZA FONTI FOSSILI


ENERGIA. PELLEGRINO (AVS): CARO BOLLETTE PER DIPENDENZA FONTI FOSSILI

21.04.2026
15:50
(ACON) Trieste, 21 apr - "A seguito dell'audizione dei rappresentanti dei produttori e distributori di energia elettrica in Friuli Venezia Giulia, è emerso un quadro duale. Se da un lato il traguardo delle rinnovabili appare raggiungibile, e in molti casi anche già raggiunto, dall'altro sussiste una concreta preoccupazione per la capacità della rete di assorbire l'elevata produzione, in particolare da fotovoltaico e in parte dall'idroelettrico. È stata sottolineata la necessità di ristrutturare le reti, anche tramite contributo pubblico, per supportare lo sforzo privato finora compiuto nell'installazione del fotovoltaico e sicuramente anche dei piccoli produttori di energia da fonte idroelettrica".

Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), a margine dell'audizione in IV Commissione per conoscere la capacità delle infrastrutture di distribuzione di energia elettrica e la sua implementazione anche in considerazione dell'aumento della produzione da energie da fonti rinnovabili.

"Abbiamo iniziato a parlare di fotovoltaico già negli anni '70 del secolo scorso - rammenta Pellegrino -, ma altresì abbiamo puntato sui pochi e grandi, creando un impatto grave sull'ambiente stesso. Attualmente, la capacità di assorbimento è limitata a circa 500 MW, con molte aree regionali vicine alla saturazione o in oggettiva difficoltà di assorbimento. Tuttavia, sono previsti interventi di sviluppo che dovrebbero raddoppiare tale capacità, mentre Terna ci restituisce un quadro di difficoltà rispetto alla realizzazione di nuove cabine che possano assorbire e ridistribuire l'enorme energia prodotta, anche a seguito degli interventi in termine di risorse da parte del pubblico".

"Nell'area goriziana e triestina, AcegasApsAmga gestisce zone ad alta richiesta energetica, soprattutto i porti e l'aeroporto. Il dibattito ha inoltre evidenziato l'importanza del mercato della flessibilità, dove la gestione dei carichi attivi rispetto a quelli passivi è cruciale per la stabilità della rete, specialmente in un contesto in cui la scelta tra mercato libero e tutelato dipende da un ipotetico profilo del consumatore e da un rientro dell'investimento del produttore. In Alto Friuli - prosegue l'esponente rossoverde - piccole realtà locali basate sull'idroelettrico garantiscono l'approvvigionamento energetico di gran parte del territorio montano. A questo si aggiunge l'importante contributo della cooperazione sociale, che attraverso impianti fotovoltaici diffusi, su tetti e a terra, fornisce energia rinnovabile a zone di montagna altrimenti difficili da coprire".

"La legge regionale 2 del 4 marzo 2025, volta a disciplinare le aree idonee per le Fer in Friuli Venezia Giulia, pur recependo la normativa nazionale, solleva serie preoccupazioni. È frustrante assistere alla compromissione di terreni agricoli di pregio senza peraltro garantire un reale e ottimale sfruttamento del potenziale energetico regionale. Inoltre, il provvedimento sembra trascurare strumenti chiave come lo scambio sul posto e rallentare il percorso fondamentale verso le Cer. Queste ultime - fa presente la consigliera - sono aggravate dal peso della gestione dopo il loro avvio, questione da me sollevata da tempo, avendo interrogato a più riprese la Giunta, che pare solo oggi comprendere le difficoltà evidenziate".

Pellegrino conclude ricordando che "l'insostenibile caro bollette, che grava sulle famiglie, è causato dal meccanismo di calcolo che genera ancora dipendenza dalle fonti fossili e non certo dalle rinnovabili". ACON/COM/rcm



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)